Reato tortura, Uil Polizia su agenti contusi durante controllo: "mani legate per reagire a violenti"

1031

“Con il reato di tortura è abbastanza evidente che le mani delle forze dell’ordine saranno sempre più legate, la possibilità di reagire adeguatamente contro i violenti o chi si rifiuta di farsi controllare sempre più minore, ovviamente a discapito di chi è chiamato a garantire l’ordine pubblico”. E’ duro il commento del segretario generale Uil-Polizia di Caltanissetta, Giovanni Spagnolo (nella foto) che interviene dopo l’aggressione di due poliziotti della sezione Volanti da parte di un nigeriano ubriaco che s’era rifiutato di essere identificato dopo un intervento per schiamazzi notturni. “Ormai gli immigrati conoscono benissimo le leggi italiane e le sue falle, su tutti la non certezza della pena che consente loro di agire impunemente consapevoli che non andranno mai in galera – aggiunge l’esponente sindacale -. Ma piuttosto che garantire e tutelare le forze dell’ordine, il legislatore pensa di introdurre il reato di tortura dopo i fatti della Diaz. Ormai nel nostro Paese non si comprende bene chi dovrebbe difendere chi dall’illegalità”, conclude Spagnolo.

Commenta su Facebook