Rapina in banca. Ecco gli arrestati. La dinamica: "crudeltà verso bimbi ostaggi"

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Agente armato bancaOggi 2 novembre, a Caltanissetta, personale della Sezione Volanti ha tratto in arresto, nella flagranza dei reati di rapina aggravata a mano armata e sequestro di persona: La Vattiata Giuseppe, nato a Palermo il 09/11/1989 ed ivi residente, incensurato e Balsameli Salvatore nato a Palermo il 30.06.1990 ed ivi residente con precedenti per spaccio di stupefacenti.

Alle ore 12.10 circa la Sala Operativa diramava la nota di una rapina in corso presso l’Istituto Bancario Credito Siciliano, sito in viale della Regione civ. 56.

Uno dei dipendenti era infatti riuscito a segnalare la rapina in corso con il suo telefonino, senza essere visto dai malviventi.

GUARDA il video dell’arresto dei rapinatori

Balsameli SalvartoreSul posto venivano indirizzate tutte le pattuglie presenti sul territorio. La prima Volante giungeva dopo pochi istanti. I poliziotti si avvicinavano alle vetrine della banca, cercando di non farsi vedere dall’interno.

Verificavano in tal modo che agli sportelli non vi erano clienti ma solamente un impiegato, che appariva particolarmente agitato e che, dopo aver intravisto gli agenti, faceva loro cenno con il capo, confermando che la rapina era in svolgimento.

Temendo per l’incolumità delle persone trattenute all’interno, i poliziotti decidevano di intervenire immediatamente. Si avvicinavano all’ingresso della banca e appuravano che i rapinatori erano nel salone destinato al pubblico.

La VAttiata GiuseppeGli agenti riuscivano a fare un cenno ad uno degli impiegati e si facevano sbloccare la porta. Quindi entravano ed immobilizzavano i rapinatori. Soccorrevano quindi i clienti ed i dipendenti. Alcuni di essi erano con le mani bloccate in avanti da fascette in plastica di colore nero in evidente stato di agitazione.

Giungevano quindi in ausilio altre tre Volanti e due pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo, che da diversi mesi operano sul territorio nisseno a supporto dei servizi di controllo del territorio dell’UPGSP.

La cattura il momentoGli arrestati venivano immobilizzati e condotti in Questura.

I rapinatori avevano al seguito un taglierino, varie fascette di plastica, un rotolo di nastro adesivo telato di colore nero ed un passamontagna in lana. Tali oggetti sono stati sequestrati.

L’arrestato La Vattiata Giuseppe nominava quale difensore di fiducia l’avvocato Laura Piras del Foro di Palermo.

L’arrestato Balsameli Salvatore nominava quale difensore di fiducia l’avvocato Calogero Vella del foro di Paleremo.

Dopo le formalità di rito sono stati trasferiti al carcere di via Messina. Sulla base delle informazioni assunte nell’immediatezza, la dinamica della rapina è stata compiutamente ricostruita.

Agente e rapinatoreI rapinatori sono entrati in banca verso le ore 11, 30. Sotto la minaccia di un taglierino hanno intimato ai clienti di non muoversi ed hanno aggredito un dipendente dell’istituto di credito, strattonandolo e colpendolo al volto, sino a farlo cadere per terra. Lo stesso ha riportato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Uno dei rapinatori ha obbligato tutte le persone a spostarsi in un’area della sala lontana dall’ingresso, in modo da ridurre al minimo la loro visibilità dall’esterno. Ha intimato a tutti di sedersi per terra ed ha iniziato a legare le mani di ogni persona con delle fascette di plastica.

Tra le persone immobilizzate vi erano anche due bambine dell’età di circa 6-7 anni, figlie di un cliente, che sono state trattate con particolare crudeltà, ammanettate e sbattute per terra.

Durante questa fase sono entrati altri due clienti: anche loro sono stati immobilizzati con l’apposizione delle fascette ai polsi ed obbligati a sedersi con gli altri.

L’altro rapinatore si è quindi avvicinato al bancario che era stato aggredito poco prima ed urlando con estrema violenza gli ha chiesto dove fossero custoditi i soldi. Questi gli rispondeva che il denaro era custodito in una cassaforte con apertura a tempo e che pertanto non erano accessibili.

In questo frangente facevano irruzione i poliziotti che traevano in arresto i rapinatori e liberavano gli ostaggi, richiedendo l’intervento dei soccorsi sanitari per soccorrere alcune persone particolarmente colpite da quanto occorso.

 

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