Randagismo, il WWF scrive al Comune: migliorare il servizio e basta più errori del passato

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Il WWF Sicilia Centrale, ritenendo che le modalità e le tecniche di cattura dei cani randagi siano inefficaci e rischiano di catturare cani docili lasciando in libertà quelli pericolosi, scrive al Comune di Caltanissetta la lettera che di seguito pubblichiamo.

 A seguito di fatti di cronaca riportati dalla stampa locale relativi ad aggressioni di presunti cani randagi, con una nota indirizzata al Sindaco di Caltanissetta, all’Assessore alle Politiche sociali e Sanità ed ai Dirigenti comunali delle Politiche Sociali e della Polizia Municipale, il WWF Sicilia Centrale è intervenuto in merito alle attività di cattura di cani vaganti sul territorio cittadino che il Comune ha affidato alla Ditta convenzionata. Anzitutto il WWF «nello spirito di dialogo, confronto e leale collaborazione teso a favorire il miglioramento della qualità delle azioni di contrasto al randagismo»,ha evidenziato alcune criticità in merito ai mezzi utilizzati per tali catture, ossia i recinti-trappola (chiusini) allestiti presso le pubbliche vie:«si tratta – si legge nella nota – di mezzi non selettivi che, quindi, consentono la cattura indiscriminata di animali vaganti attratti dall’eventuale esca utilizzata.

E’ chiaro, quindi, che se l’obiettivo è la cattura di animali particolarmente problematici, inselvatichiti ecc. difficilmente questa modalità porterà risultati apprezzabili. Anche le scelte operative (siti ed orari di posa della trappola) non ci sembrano particolarmente efficaci ed adeguati».

L’Associazione ambientalista, inoltre, lancia un allarme: «in passato, sempre sull’onda di allarmistiche notizie eccessivamente enfatizzate dai mass media e dai social networks, analoghe operazioni di cattura non selettive si sono risolte – purtroppo – nel prelievo di cani docili e mansueti, talvolta già sterilizzati e microchippati, che hanno aumentato la popolazione canina presso la già congestionata struttura convenzionata ed hanno lasciato il territorio libero e disponibile per gli animali realmente problematici.

In sostanza, sono stati prodotti più svantaggi che benefici! Ci sembra opportuno – prosegue il documento del WWF -che la problematica venga affrontata con strategie diverse e più performanti, evitando di ripercorrere le stesse strade che in questi anni non hanno portato a significativi miglioramenti».

Quindi vengono suggerite all’Amministrazione comunale alcune proposte migliorative che evitino il ripetersi degli errori del passato, a causa dei quali il fenomeno del randagismo non si è ridotto mentre è aumentata la spesa pubblica per le costose convenzioni con canili privati:

– «incoraggiare la Ditta convenzionata a mettere in campo interventi meno grossolani, avvalendosi di personale più formato e qualificato»;

– «far eseguire gli interventi con modalità meglio affinate e tenendo presente l’etologia canina; quindi andranno scelti siti diversi (in aree periferiche e periurbane), in orari serali-notturni, preceduti dallo studio delle abitudini dei branchi (monitoraggio dei movimenti dei branchi, dei percorsi di spostamento e/o identificazione delle aree di stallo)»;

– «dopo la cattura, in caso di cani idonei alla reimmissione questi devono essere prontamente rimessi in libertà, previa sterilizzazione, identificazione ed iscrizione all’anagrafe come cani sprovvisti di proprietario, entro e non oltre i 45 giorni dalla cattura previsti dalla L.r. 15/2000»;

– «onerare la Ditta convenzionata a redigere un rapporto informativo mensile, contenente i dati delle catture, degli ingressi in canile, dello stato sanitario degli animali e della loro destinazione finale, ecc.; la condivisione di tali informazioni – anche nell’ottica della trasparenza amministrativa – consentirebbe alle Associazioni ed ai volontari di poter meglio collaborare con l’Amministrazione comunale in base ai propri fini statutari ed alle competenze stabilite dalla normativa vigente».

Con l’occasione, il WWF ribadisce la prioritaria urgenza di interventi di controllo demografico delle popolazioni randagie, in piena sintonia con la normativa regionale e le indicazioni del Ministero della Sanità, per il quale la sterilizzazione dei cani randagi rappresenta «un intervento socio-ambientale di grande efficacia, quasi un risveglio di cultura basata su principi e comportamenti di autentica civiltà»

 

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