Randagismo, il sindaco e l’assessore respingono le frasi attribuite sul web. “Mai detto di negare cibo”

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Hanno fatto il giro del web, in quanto alcuni giornali on line le hanno divulgate come “notizia sconvolgente”, quella di un assessore all’ambiente, di un capoluogo, Amedeo Falci di Caltanissetta, invitava i cittadini a non dar più da mangiare ai cani randagi per evitare l’incremento del fenomeno.

Frasi, ha spiegato lunedì sera il sindaco Giovanni Ruvolo durante il comitato di quartiere Balate – Pinzelli, che anche lui ha pronunciato, ma che sono state travisate in quanto estrapolate da un discorso diverso.

“Nessuno ha mai detto di non dare cibo agli animali, a nessuna creatura va negato il cibo”, ha esordito il sindaco Ruvolo, rispondendo a una cittadina indignata.

“Semmai si è detto il contrario. Che sarebbe necessario non dar da mangiare ai cani randagi sempre nello stesso punto, perché ciò li induce a marcare quel territorio come proprio, a creare branchi e riconoscere solo i cittadini che gli portano il cibo come padroni, rendendo pericoloso il passaggio di altre persone, magari con cani al guinzaglio, che verrebbero viste dal branco come un pericolo”.

Le frasi estrapolate da un pezzo di video di una conferenza stampa dedicata al randagismo, dunque, sarebbero state travisate, in quanto parziali.

“Quello che ha detto l’assessore Falci, l’ho detto anche io”, ha spiegato il sindaco, dopo una serie di interventi sul tema del randagismo. “Il problema è che bisognerebbe dare il cibo ai randagi sempre in posti diversi, in modo da evitare che un determinato posto venga individuato dai branchi come il proprio territorio”.

Spiegato il senso delle frasi che tanto clamore avevano provocato, rimane il problema del randagismo a Caltanissetta, “con branchi che diventano sempre più numerosi”, ha detto Ruvolo. In dieci anni per il solo canile comunale, dove attualmente sono ricoverati 500 cani, la collettività ha speso 6 milioni di euro. Mentre all’esterno, che girano per la città, ci sarebbero almeno 400 cani.

Prima del sindaco, erano intervenuti diversi cittadini, alcuni per denunciare i rischi e i pericoli a cui sono sottoposti, loro ed i loro figli, in alcune strade, a causa della presenza di branchi incontrollati. Una signora ha riferito l’episodio occorso alla figlia, caduta dal motorino e aggredita da un branco in via Turati, casualmente salvata da un ragazzo che passava in quel momento.

Altri, invece, hanno sottolineato il loro impegno volontario, per accudire i randagi di quartiere, dando loro assistenza medica, sterilizzandoli a loro spese e facendoli mangiare. Particolarmente accorato l’intervento di Valentina Limuti, tra coloro che accudiscono i randagi, che ha riacceso la polemica per le frasi dell’assessore Falci di qualche settimana fa, poi rientrata dopo le spiegazioni fornite dallo stesso assessore e dal sindaco, almeno su quel punto. Perché gli “amanti degli animali”, come si chiama anche un comitato cittadino che promuove una petizione su “change.org”, chiedono al Comuneinterventi più decisi, come le sterilizzazioni e soprattutto i controlli dei cani padronali, dei cani da caccia e delle procedure di microchippatura obbligatorie.

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