Randagismo, arriva l’esposto in Procura. Alaimo e le associazioni: “non si rispettano le norme”

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Dopo interrogazioni e incontri, tavoli tecnici e una diffida notificata dall’avvocato Salvatore Patrì, sull’annoso problema del randagismo a Caltanissetta arriva adesso un esposto alla magistratura.

IMG_8730A Presentarlo la consigliera comunale Valeria Alaimo con i rappresentanti di alcune associazioni animaliste. L’esposto è stato depositato alla Procura della Repubblica per i profili penali e alla procura della Corte dei conti per eventuali responsabilità erariali. L’esposto mette in luce che a fronte dell’affidamento per 800 mila euro alla ditta che gestisce il canile di Caltanissetta, il servizio non rispetterebbe gli standard della legge regionale n.15 in materia di sterilizzazioni, anagrafe canina e re-immissione degli animali innocui e sterilizzati in strada.

Tutto ciò finirebbe per aggravare le casse dell’ente, in cambio di un servizio non efficace, come dimostrano i numerosi randagi presenti nelle strade. La Alaimo, insieme a Wwf, Lav e Lida, sottolinea anche le difficoltà a entrare nel canile. Possibilità di ingresso che il bando del comune subordina a un’autorizzazione che però la Legge non prevede. Le stesse associazioni ricordano che il ricovero dei cani a carico del comune, per un costo di 2,5 euro al giorno per animale, dovrebbe limitarsi ai tempi strettamente necessari alla sterilizzazione, microchippatura e iscrizione nell’anagrafe. Poi, se il cane è innocuo, va rimesso in libertà e in ogni caso ne deve essere favorita l’adozione. I cani vaganti, viene scritto nell’esposto, rimangono dentro il rifugio convenzionato oltre il termine previsto, altri sono stati rimessi in libertà solo a seguito di pressanti richieste.

“Alcuni cittadini – si legge nell’esposto – hanno provveduto insistentemente a richiedere la rimessione in libertà di alcuni cani di quartiere. Fra la richiesta del privato cittadino e l’autorizzazione dell’ente trascorrono mesi, o addirittura non giunge alcuna risposta”. Ed ancora, “alcuni cani già catturati, microchippati e sterilizzati anni fa, sono stati negli ultimi mesi nuovamente catturati e non ancora rimessi in libertà, permanendo inspiegabilmente nel canile privato in contraato con il dettato normativo”.

In conclusione, se i cani vengono rimessi in libertà dopo la cattura, qualcuno potrebbe pensare che aumenterebbe la popolazione di randagi. Ma è proprio il contrario. Innanzitutto perchè dopo la cattura sarebbero sterilizzati e rimessi in libertà senza più la possibilità di fecondare, in secondo luogo perchè al posto di un cane sterilizzato rimesso in libertà, si potrebbe accogliere un cane non ancora sterilizzato.

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