“Ragionare di dimissioni altrimenti la proposta del Polo Civico si inabisserà”

“Il tempo è superiore allo spazio”. Trasponendo l’esortazione di Papa Francesco nell’Enciclica “Evangelii gaudium”, Rocco Gumina interroga il sindaco Giovanni Ruvolo se sia il caso di ragionare sulle dimissioni. Il presidente dell’associazione De Gasperi (che però non scrive nella qualità), lo fa con una lettera aperta che pubblichiamo di seguito.

 “Al numero 223 dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium, Francesco declina il concetto della superiorità del tempo rispetto allo spazio in questi termini: «Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi». La riflessione del vescovo di Roma è collocata nel capitolo dell’esortazione del 2013 dedicato alla dimensione socio-politica del cristianesimo. Di conseguenza, il concetto della superiorità del tempo rispetto allo spazio, non va interpretato con una logica meramente intra-ecclesiale, ovvero liturgica o più propriamente teologico-fondamentale, bensì teologico-politica in vista di una riflessione sulla rilevanza pubblico-sociale del cristianesimo.

Dopo tanto tribolare mediatico e principalmente sotterraneo, è stata partorita la squadra degli assessori che faranno parte della giunta Ruvolo mini-bis. Il desiderio espresso durante la campagna elettorale dall’allora candidato sindaco per il Polo Civico, era legato al buon governo della città ma, soprattutto, alla volontà di avviare e di testimoniare un processo di rinnovamento della politica con una dialettica più attaccata al cominciamento dei processi da sviluppare nel tempo che all’occupazione degli spazi.

Lungi dal giudicare la moralità, la politicità e la professionalità individuali dei nuovi assessori ai quali è opportuno augurare buon lavoro, sembra il caso di riflettere pubblicamente su quanto il metodo utilizzato da Ruvolo per il rimpasto appena avvenuto sia in linea con tutto ciò che profeticamente era stato annunciato in campagna elettorale che in modo implicito, ma sostanziale, si lega a quanto affermato da Francesco: in politica, per un credente – ma non solo per questi – il tempo per iniziare i processi di cambiamento è superiore allo spazio da occupare.

A me pare che il turnover assessoriale sia stato gestito dall’attuale sindaco con una prospettiva che ha visto prevalere l’occupazione, e quindi la gestione, dello spazio anziché la fedeltà al cominciamento di un processo da realizzare pazientemente nel tempo. Tale intuizione si palesa nell’ormai attestata consapevolezza che il Polo Civico non ha il vero governo dell’indirizzo politico comunale, poiché Ruvolo è costretto ad un legame stringente e soffocante con i partiti che se gli permettono di continuare a gestire lo spazio non gli concedono quello che lui aveva promesso: avviare nel tempo un processo di rinnovamento sostanziale. Quest’ultimo, non deve assolutamente prevedere la mancanza dei partiti dalla coalizione a guida della città, ma non può vederli incondizionati protagonisti attivi con le medesime logiche del passato che lo stesso Polo Civico ha sposato in pieno.

Se questo è il quadro, caro Giovanni, è chiaro a tutti che il Polo Civico non ha più, o forse non ha mai avuto, la forza politica per gestire la città alla luce delle intenzioni programmatiche esposte in campagna elettorale. Quello che potrebbe restare è la forza morale – non quella dei singoli la quale non è in dubbio ma del complesso del ragionamento politico – qualora l’attuale sindaco optasse per le dimissioni. Infatti, solo con il cominciamento di un processo – che può prevedere anche la fase articolata e dolorosa del ragionare sulle dimissioni – qualcun altro in futuro potrebbe appellarsi all’attuale sindacatura per continuare un’opera non compiuta ma comunque avviata. Un’opera di testimonianza che potrebbe stimolare molti a continuare ad impegnarsi di persona e in modo volontario per il rinnovamento. Esclusa in partenza la forza politica della gestione Ruvolo, quella che può essere salvata è la forza morale da poter trasmettere alle future generazioni. Altrimenti, il ragionamento e la proposta politica del Polo Civico a guida Ruvolo si inabisserà in quell’oceano profondo delle buone intenzioni nel quale, comunque, lo spazio per gestire è superiore al rischio dell’avvio nel tempo di processi che vanno al di là dei singoli poiché coinvolgono le generazioni. Difatti, i futuri e potenziali amministratori delle generazioni a venire potrebbero appellarsi ad un gesto profetico come quello delle dimissioni. Sicuramente non si appelleranno alla mera gestione e occupazione dello spazio politico”.

Rocco Gumina

Commenta su Facebook