Radioterapia fuori uso a San Cataldo, pazienti a Gela. Il guasto all’acceleratore lineare

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Radioterpaia fuori uso nel reparto di oncologia degli ospedali riuniti “Sant’Elia- Maddalena Raimondi”. Pazienti costretti a curarsi in trasferta a Gela. Un disagio che si verifica da diversi giorni e che con il caldo comporta un dispendio di energie notevole per i pazienti oncologici.

caltanissetta-ospedaleIl guasto si è verificato nell’acceleratore lineare della radioterpaia dell’ospedale Maddalena Raimondi di San Cataldo. “Un intervento che costa migliaia di euro”, spiega il direttore generale dell’Asp2 di Caltanissetta Carmelo Iacono. Ma il problema non sono le risorse economiche, bensì i tempi tecnici.

“Molto spesso i pezzi arrivano dal Giappone, dagli Stati Uniti o dalla Germania, e ci sono dei tempi tecnici per reperirli”.

“Sono apparecchiature che si guastano, tanto che c’è l’obbligo di avere una convenzione con altre aziende che hanno la radioterapia – spiega ancora Iacono -. La nostra Asp ha tre acceleratori lineari due a Gela e uno San Cataldo e nessun paziente va in carenza terapeutica”.

Il macchinario per la radioterapia di San Cataldo era stato fornito dalla Siemens e il contratto comprendeva la manutenzione e l’assistenza.

Contratto scaduto da circa un anno con la vecchia ditta di ingegneria clinica, che continua in proroga. Il nuovo contratto, infatti, è bloccato per un ricorso al Tar che l’Asp ha vinto, ma la ricorrente ha proposto ricorso al Cga, secondo e ultimo grado della giustizia amministrativa. Nelle more si va in proroga, ma l’attrezzatura non è più coperta da garanzia e alla sostituzione dei pezzi deve provvedere direttamente l’Asp.

Il manager Iacono assicura comunque un intervento nei tempi più brevi possibili, sottolineando che oltre alla riparazione del macchinario vi sarà un potenziamento dell’attrezzatura per il centraggio del laser sul paziente.

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