Quota fissa e rimborsi. Caltaqua ribatte: “Non ancorata al consumo effettivo, inutili i modelli impostati da terzi”

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“L’annuncio de relato – così come riferito oggi dai media ma senza alcuna dichiarazione diretta riconducibile all’Amministrazione – di una prossima attivazione al Comune di Caltanissetta di uno “sportello” presso il quale presentare domande per chiedere il ricalcolo della quota fissa della bolletta idrica richiede un nuovo intervento da parte del Gestore ai fini di un, si auspica definitivo, chiarimento”. Inizia così una nota di Caltaqua in merito all’azione avviata dal Movimento consumatori di Caltanissetta per la restituzione di una parte della quota fissa in bolletta.

“Non appare inutile richiamare l’attenzione sul fatto che l’intera materia della tariffazione ha una cornice di disposizioni che su scala nazionale appronta l’Authority e che viene poi declinata, su base territoriale, sulla scorta delle decisioni dell’Ato del quale, per statuto, fanno parte tutti i Comuni del territorio provinciale compreso ovviamente (ed a maggior ragione) quello capoluogo. Da ciò ne discende agevolmente che l’Amministrazione ben conosce le regole di determinazione dell’articolazione tariffaria”.

“Per quanto concerne l’ipotesi di richiesta di ricalcolo della quota fissa in misura proporzionale all’acqua effettivamente consumata, il Gestore invita a considerare la molteplicità ed omogeneità di pronunce susseguitesi nel tempo da parte dei vari Organismi ed Autorità investite della questione specifica. Da ultimo, in modo tanto autorevole quanto inequivocabile, è stato il Consiglio di Stato – con una recentissima pronuncia di maggio 2017 – a spiegare come la radice della quota fissa sia rappresentata dal calcolo del costo finanziario standard che ha la finalità di coprire i rischi degli investimenti nel settore idrico attuati dal soggetto gestore”.

“Per cui – prosegue la nota – anche alla luce del disposto dell’articolo 47 del Regolamento idrico integrato, la quota fissa della tariffa non è ancorata al consumo effettivo bensì alla predisposizione di reti, impianti e macchina organizzativa che hanno un costo indipendente dalla quantità di acqua erogata. Ciò, peraltro, in analogia anche a quel che accade per il servizio di fornitura di energia elettrica e del gas”.

“Si ribadisce, inoltre, che ogni richiesta di ricalcolo e/o rimborso che dovesse essere formalizzata attraverso modelli pre-impostati elaborati da terzi soggetti non potrà trovare accoglimento da parte del Gestore e rischia soltanto di ingenerare ed alimentare nell’utenza false aspettative in quanto, allo stato, infondate. Caltaqua conferma, infine, la più ampia disponibilità a comunicare con gli utenti attraverso i propri canali ufficiali: front office, sito internet, call center e servizio postale convenzionale”.

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