Questioni di pascolo per un delitto efferato. Ad uccidere i La Monaca un pastore che non accettava il divieto di pascolare gli animali nel loro fondo

244

Messo alle strette e di fronte a numerose fonti prova raccolte dai carabinieri il 22enne rumeno Florin Scurtu ha confessato il duplice omicidio dei fratelli Calogero e Filippo La Monaca, proprietari agricoli di Canicattì assassinati nel pomeriggio del 14 giugno nelle campagne nissene di contrada Deliella. Pastore incensurato, Scurtu ha ucciso i due fratelli colpendoli con grossi massi prima di dare alle fiamme il corpo di uno dei due e l’auto con la quale i La Monaca erano arrivati nel fondo agricolo di loro proprietà. Alla base del duplice omicidio ci sarebbero contrasti per l’attività di pascolo. I fratelli La Monaca non tolleravano che il 22enne rumeno facesse pascolare le pecore nel loro fondo.

Un’indagine serrata durata poco più di tre mesi quella dei Carabinieri di Caltanissetta e del nucleo investigativo che sono stati coadiuvati anche dal Ris di Messina per il reperimento di tracce biologiche sul luogo del delitto. Fondamentali sono stati gli incroci delle celle telefoniche di vittime e indagati, il ritrovamento di tracce di Dna compatibili con quello dell’assassino e altre attività d’indagine tra le quali il reperimento di tutte le immagini di videosorveglianza della zona che hanno consentito di stringere il cerchio su Florin Scurtu. Gli investigatori hanno prelevato tracce di sangue lasciate sul lastrico durante il trascinamento del cadavere. L’esame del Dna ha però rivelato che non si trattava di tracce ematiche soltanto della vittima ma anche di un’altra persona, poi rivelatasi essere Scurtu che nel frattempo era già finito nel mirino dei carabinieri. Anche perché era solito muoversi con uno scooter che i militari hanno trovato abbandonato e bruciato nel fondo agricolo dove è stato commesso il delitto.

Al giovane viene contestata anche la crudeltà del gesto consistita nell’accanirsi con più colpi scagliati con grosse pietre avvalendosi della minorata difesa delle vittime, soggetti di età avanzata e, per quanto attiene a La Monaca Calogero, affetto da patologie motorie che ne limitavano la capacità di normale deambulazione.

Sabato scorso i Carabinieri del comando provinciale e del Reparto operativo hanno messo le manette ai polsi del 22enne sulla base di un decreto di fermo di indiziato di delitto. 48 ore dopo il Gip ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare nel carcere Malaspina di via Messina a Caltanissetta. Il 22enne rumeno risultava domiciliato a Caltanissetta.

Commenta su Facebook