Quartieri. Assemblea concitata sulla SCAT, cittadini e lavoratori discutono senza interlocutori

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IMG_6449Si è tenuta in un clima abbastanza teso l’assemblea cittadina indetta dal coordinamento dei comitati di quartiere sul trasporto pubblico e la vertenza Scat, a cui hanno partecipato i lavoratori, autisti, bigliettai e amministrativi, della Scat.

A convocare la riunione, Vittorio Gallo, Carmelo Bosco e Fabio Mocciaro, che compongono il direttivo del coordinamento dei comitati, su sollecitazione dei cittadini dei quartieri maggiormente periferici e del centro storico, che da aprile non possono usufruire del servizio degli autobus urbani. E infatti sono state molto sentite le testimonianze dei cittadini senza automobile, pensionati, persone che vivono da sole, che hanno illustrato i problemi quotidiani a cui vanno incontro essendo privati del diritto alla mobilità. Diritto alla mobilità che ricordiamo essere tra quelli annoverati come fondamentali nella dichiarazione dei diritti dell’uomo.

Dal canto loro i lavoratori della Scat hanno ribadito la loro versione dei fatti. Il contratto vige tra il Comune e la cooperativa e quest’ultima per mesi ha svolto il servizio senza che venissero pagati gli stipendi.

Dai comitati di quartiere si è fatto notare che la Scat è una cooperativa, per cui dovrebbe avere una sua capacità economica. In altre parole, ha detto Vittorio Gallo, “se il Prefetto facesse la precettazione, ricevendo come risposta dalla Scat che non ci sono neanche i soldi per il carburante, dichiarerebbe la società fallita”, e per tale motivo ha chiesto che la cooperativa trovi una soluzione per far ripartire almeno una linea, nelle more di una soluzione complessiva del problema.IMG_6446

Una versione che ha fatto andare su tutte le furie i lavoratori della Scat, che si sono sentiti attaccati ed hanno abbandonato la sala, salvo poi permanere fino alla fine dell’assemblea ma in aperta polemica. “Vantiamo crediti per 900 mila euro dalla Regione e il nostro contratto è con il Comune che eroga un servizio pubblico tramite la cooperativa”, hanno ribadito dal canto loro i lavoratori, “come può mai dichiarare fallita la società, se abbiamo svolto il servizio senza essere pagati per mesi?”.

La discussione è quindi terminata con il proposito dei comitati di quartiere di stilare un documento rivolto al Sindaco, alla Regione Siciliana e alla società.

IMG_6444Va da sé che, fatta salva l’importanza della riunione, utile a far conoscere ai cittadini le reali criticità in campo, il problema di giorno in giorno cresce a dismisura e diviene sempre più politico, nel senso che solo le istituzioni e la politica che le guida, a questo punto, possono decidere di dare una sterzata per gestire e avviare a soluzione la crisi della mobilità urbana nel capoluogo.

Esclusa la presenza dei consiglieri comunali del Polo Civico (ma non c’erano tutti), e del segretario del circolo “Faletra” del PD e qualche altro esponente, mancavano gli interlocutori istituzionali all’assemblea dei quartieri.

 

 

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