Quartiere Provvidenza tra eternit, water rotti e rifiuti di ogni genere. Ecco il vero degrado.

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Era il 13 novembre del 2014 quando il notaio Andrea Bartoli di Favara, fu invitato a Caltanissetta per fare conoscere ai Nisseni ma soprattutto all’Amministrazione Comunale, ai Club Service, agli Ordini professionali ed alla Soprintendenza, quello che era riuscito a fare a Favara.

Scorcio del Farm Cultural Park di Favara
Scorcio del Farm Cultural Park di Favara

Aveva “semplicemente” trasformato un quartiere degradato in quello che oggi è il “Farm Cultural Park”, un centro culturale visitato da decine di migliaia di turisti. Semplice, no?
No! Non è così semplice come sulle prime potrebbe sembrare e non è soltanto una questione di investimenti, di eventuali contributi europei, di tipologia di costruzioni da realizzare, di mancanza di progettualità o di contrasti tra chi vuole il moderno e chi vuole conservare l’antico. È questione di mentalità.
13 novembre 2014 (1)
Scorcio del quartiere Provvidenza novembre 2014

Durante la visita guidata al quartiere Provvidenza, organizzata affinchè il notaio Bartoli, dall’alto della sua esperienza, potesse dare dei suggerimenti per trasferire un concetto e non un metodo costruttivo, si formò un corteo guidato dall’arch. Mario Cassetti  e  composto,  oltre che dal notaio stesso, dal Sindaco, dai presidenti di Lions e Rotary, da esponenti della Soprintendenza e anche da comuni cittadini. Lungo il tragitto il corteo si imbattè in un cumulo di sfabbricidi edili, water rotti, serbatoi di eternit, porte e finestre rotte. Insomma, un bell’assortimento di schifezze. Da precisare che i serbatoi di eternit altro non sono che amianto legato ad una componente cementizia. E l’eternit senza l’acqua dentro, esposto alle intemperie ed ai 40 gradi, degradandosi e polverizzandosi, è sicuramente in grado di disperdere nell’aria le sue famigerate fibre con buona pace delle leggi che ne regolano il trattamento.
Naturalmente,  c’era anche la normale spazzatura contenuta nei tre bidoni posti all’angolo della via Mazzini. Qualcuno del corteo sembrò, addirittura, mortificarsi per l’ inconveniente. Questo fece supporre che chi di competenza avrebbe provveduto, al più presto, ad  eliminare quella vergogna anche perché si trovava in uno dei punti abitati del quartiere. Gli inquilini delle costruzioni vicine, infatti, affacciandosi ai balconi o alle finestre, potevano ammirare quell’irripetibile panorama.
17 luglio 2015 (5)
Scorcio del quartiere Provvidenza luglio 2015

Sono passati poco più di otto mesi da quel lontano 13 novembre dello scorso anno e nulla è cambiato.  Sfabbricidi, serbatoi di eternit, water rotti e porte distrutte sono sempre al loro posto.
Un quartiere degradato – come in realtà è la Provvidenza – è fatto di muri cadenti, di ringhiere e infissi mancanti, di strade sconnesse e chi più ne ha, più ne metta. Ma non immaginavamo che se ne potesse trasformare una parte  in una discarica a cielo aperto.
Ma cosa vogliamo riqualificare se prima non riqualifichiamo la mentalità dei cittadini che ritengono di andare a depositare i loro rifiuti dove meglio credono  e nessuno “se ne accorge”?
Ci auguriamo almeno che, se la “riqualificazione”  prevede la permanenza sine die di quei rifiuti là dove si trovano da otto mesi (ignoriamo da quanto tempo prima vi si trovassero), si eviti in futuro di invitare chicchessia a farci visita. I panni sporchi si lavano in famiglia, non facciamoci conoscere.

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