Quartiere Provvidenza, degrado ma anche eccellenze ed eroismi imprenditoriali 

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Marco D’arma, 32 anni, nato e cresciuto al quartiere Provvidenza di cui è innamorato, ha pensato di scrivere sui social, delle brevi storie riguardanti coloro che nel quartiere vivono e lavorano e che cercano, per quanto possibile, di migliorare sia il quartiere stesso sia l’opinione diffusa che, purtroppo, continua a gettare discredito sullo storico quartiere.

Intervista a Marco D’arma

Marco D’arma il narratore

Ama tanto il suo quartiere che, al di là di alcune innegabili realtà e del degrado in cui versa, ha deciso di sfatare quel fumetto, che alberga nell’immaginario collettivo, secondo cui lo storico quartiere Provvidenza – San Giuseppe, sarebbe – sono parole sue – “quartiere dal degrado senza fine, e discarica a cielo aperto,  dove un futuro non sembra trovare appiglio”. Definizione che non accetta e che lo ha spinto a raccontare, a puntate, la storia di alcune realtà del quartiere che possono essere definite delle eccellenze.

Intervista a Beatrice Giammusso – B&B Antichi Ricordi

 

Beatrice Giammusso

Nella prima puntata ha descritto il coraggio di investire e lo spirito imprenditoriale di Beatrice Giammusso, proprietaria, nella via Villaglori, di “Antichi Ricordi Hotel di Charme & Spa”. Beatrice Giammusso ormai famosissima, dopo trentotto anni di assenza da Caltanissetta vi è ritornata con il preciso scopo di dare vita a qualcosa di bello in un contesto degradato. Ha acquistato alcune vecchie abitazioni e le ha trasformate in un elegante B&B creando dei veri e propri gioielli che offrono al cliente ogni tipo di confort e un ricordo incancellabile. Sembrano quasi fuori posto, in un simile quartiere, quelle eleganti camere, la sauna, la vasca per idromassaggio con cromoterapia, i bagni curatissimi, l’illuminazione progettata con arte, i segnapassi lungo la strada d’accesso. Potremmo continuare ancora per un bel po’ nel descrivere cosa è stato realizzato.  Non ultimo, nonostante i maggiori costi, il restauro conservativo di quanto recuperabile, ottenuto  a volte lottando anche contro le maestranze che avrebbero preferito demolire e ricostruire.

Di Beatrice Giammusso e del suo delizioso Hotel, si è parlato tanto e tanto se ne parlerà. Siamo certi che con la sua pervicacia e il suo buon gusto riuscirà  a mantenere alto il prestigio di quella che, meritatamente, possiamo definire un’opera qualificante in un quartiere difficile.

Intervista a Padre Massimiliano, Parroco della Chiesa Provvidenza e S.Giuseppe

Padre Massimiliano Novembre

Nella seconda puntata Marco D’arma ha voluto citare il famosissimo indimenticabile personaggio di Don Camillo, nato dalla penna di Giovannino Guareschi, affiancandolo a Padre Massimiliano Novembre, Parroco della Chiesa Provvidenza-San Giuseppe, che da poco meno di un anno cura le anime del quartiere con la grinta del Prete d’assalto – come lo definisce l’insolito narratore  nel suo racconto –  ma al contempo con la dolcezza e la bonarietà del padre di famiglia, caratteristiche necessarie per gestire gli abitanti veri e sanguigni del quartiere, spesso poveri sia dal punto di vista sociale, sia da quello economico  e spirituale.

Ma la storia che, in verità, ci ha stupìti particolarmente, narrata nella terza puntata, è quella di una piccola bottega di generi alimentari, come si chiamavano una volta, la cui proprietaria Giovanna Caruso, donna volitiva, coraggiosa e determinata, ha voluto tenere in vita contro ogni elemento oggettivo che avrebbe dissuaso chiunque da questo proposito. Si chiama “L’Antica Bottega del Corso” ed è ubicata sulla destra, all’inizio di quel tratto di  Corso Umberto, che dal Viale Regina Margherita conduce in piazza Garibaldi. La bottega – il cui appellativo di “antica” calza benissimo nasce – come ci racconta la stessa titolare – nel 1950 su iniziativa di certo Salvatore Lacagnina, detto ‘u immirutu. Dopo alterne vicende che portano il locale anche a rimanere chiuso  per un certo periodo, Giovanna Caruso, nel 2008, decide di ridare vita all’antica bottega affrontando difficoltà e sacrifici facilmente immaginabili.

Intervista a Giovanna Caruso – “L’Antica Bottega del Corso”

È fin troppo evidente che una piccola bottega, deve lottare contro la GDO (Grande Distribuzione Organizzata,ndr) che si può permettere di fare sconti e promozioni e praticare prezzi sicuramente più vantaggiosi. Per fortuna, la bottega è ben lontana da questi colossi e riesce, nonostante le non indifferenti spese generali, ad andare avanti. “Noi, sia pure in proporzione,  – ci dice Giovanna Caruso – paghiamo le stesse tasse e imposte locali che pagano i “giganti dell’alimentazione”.Una lotta tra Davide e Golia, dunque, una lotta impari tra il piccolo e il gigante.

Giovanna Caruso

Ecco perché abbiamo scelto, oggi, di parlare più diffusamente di questa eroina che, contro tutto e contro tutti, non vuole rinunciare alla tradizione della sua cara bottega.Ci vuole amore per questo lavoro, una notevole dose di coraggio e la determinazione di chi non intende arrendersi visto che, in queste condizioni, farsi strada non è facilissimo. La bottega è piccola e manca sempre spazio ma c’è un po’ di tutto. “Qualcuno si lamenta che i miei prezzi sono – magari di dieci o venti centesimi –  più alti rispetto ai supermercati ma la maggior parte dei clienti capisce che si tratta di due realtà completamente diverse che comprano a prezzi totalmente diversi”.

Non ci sono prodotti civetta, non ci sono molti degli articoli venduti nella GDO ma c’è una

L’Antica Bottega del Corso

cosa importantissima: il rapporto umano. Qualche volta il cliente sente il bisogno di confidare alla coraggiosa titolare i propri problemi, che in quel quartiere sicuramente non mancano. E lei sta lì ad ascoltare quasi fossero amici o parenti. Ma forse amici, in un certo senso, lo sono davvero ed è questo uno degli insostituibili vantaggi che offre una piccola bottega.“La passione per questo lavoro è grande – continua la signora Giovanna –  ho una figlia di sedici anni che mi auguro percorra una strada diversa ma, se vorrà, potrà continuare questa attività  dove confluiscono tutti i nostri sacrifici e le nostre aspettative”.

Sono davvero pochi gli esercizi aperti  nelle immediate vicinanze e se, nel Corso Umberto a monte, non ci fossero tanti negozi chiusi, la zona acquisterebbe un’altra connotazione sia dal punto  di vista commerciale sia dal punto di vista dell’immagine non soltanto del quartiere ma di tutto il Centro Storico.

Sappiamo tutti che l’Economia del Paese si regge sulle piccole e medie realtà commerciali e artigianali. Allora cerchiamo un po’ tutti di aiutare a spingere questo carro che, particolarmente in questo momento storico si trova a dover percorrere una strada in salita.

Ci auguriamo che il quartiere Provvidenza in cui, per scelta, abitano anche dei professionisti, acquisisca al più presto quella connotazione di dignità che gli spetta di diritto ma che ancora appare lontana e che attività vecchie e nuove possano intrattenere con i suoi abitanti, un rapporto fatto non soltanto della comodità di avere un negozio sotto casa ma anche della necessaria intesa e complicità.

In copertina l’ingresso del B&B Antichi Ricordi

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