I quarant’anni della scuola Don Milani. Un convegno sull’attualità e lungimiranza del sacerdote pedagogista

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“Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola… sbagliano domanda. Non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare scuola ma di come bisogna essere per poter fare scuola”. Questa frase di Don Lorenzo Milani ha fatto da guida alla due giorni organizzata dall’omonimo istituto comprensivo di Caltanissetta che ha celebrato i quarant’anni dalla fondazione, a cinquant’anni dalla morte del sacerdote e pedagogista.

2017-05-28-PHOTO-00000013Venerdì e sabato al centro culturale Michele Abbate si sono tenute due sessioni del convegno nazionale di studi: “Don Milani: lungimiranza e attualità del suo insegnamento”. Venerdì pomeriggio con i lavori aperti dalla dirigente Maria Emilia Perricone affiancata dal docente Antonello Gabriele Ficicchia e la partecipazione dell’assessore alla Scuola, Ilaria Insisa, rappresentanze del consiglio d’istituto presieduto da Katia Mancuso, del provveditorato agli studi con il dirigente Filippo Ciancio e la presenza degli ex dirigenti Michele Campione e Bernardina Ginevra (assente per motivi familiari l’ex dirigente Francesca D’Asaro), seguiti dagli interventi di Don Calogero Panepinto e Pietro Cavaleri. Il maestro Rosario Randazzo ha diretto il coro Don Milani ne “I bambini sono fiori”.

2017-05-28-PHOTO-00000003La giornata di sabato ha invece visto le relazioni di Innocente Pessina, giornalista e preside in pensione, impegnato nella fondazione don Lorenzo Milani di Barbiana, Augusto Burberi della stessa Fondazione, ed i docenti universitari Maria Tomarchio e Dario De Salvo, rispettivamente delle università di Catania e di Messina. Nel pomeriggio la premiazione del concorso rivolto agli alunni “Tre cartoline per Don Milani” e la performance teatrale diretta da Francesco Miceli “I Care”. Durante la manifestazione, inaugurate le tre mostre “Barbiana il silenzio diventa voce”, “Quaranta anni della Don Milani” e “Omaggio a Don Milani”.

Un evento per celebrare un doppio anniversario che segna anche un punto d’incontro per un’intera comunità fatta in primis da docenti e personale della scuola, dalle famiglie e dagli alunni.

2017-05-28-PHOTO-00000009“La scuola – spiega la dirigente Maria Emilia Perricone – si è impegnata nell’organizzazione di varie attività che hanno coinvolto alunni e docenti, che si concludono con questo convegno che ha una taratura nazionale. Un convegno che vuole riflettere sulla figura molto attuale dell’insegnamento di Don Milani, sotto il profilo della didattica e del coinvolgimento degli alunni, considerando anche quelli più deboli per favorire l’inclusione. La nostra scuola sta riflettendo e ricostruendo la propria storia per programmare le attività future nell’insegna dell’innovazione e dell’insegnamento di Don Milani”.

Per l’assessore alla Scuola, Ilaria Insisa si tratta di “un doppio anniversario importante, perchè Don Milani ci ha lasciato un insegnamento attuale”. “Si celebra anche una realtà che è quella dell’Istituto comprensivo che è cresciuta in questi 40 anni, portando alla luce le competenze che sono proprie della città anche grazie al lavoro di tanti insegnanti che si sono susseguiti nella scuola”.

2017-05-28-PHOTO-00000004“Whattsapp ad una professoressa! A 50 anni dalla morte è ancora attuale la testimonianza di Don Milani?”. Questo il titolo della relazione di Innocente Pessina, a simboleggiare l’attualità delle metodologie indipendentemente dagli strumenti.

“Si il titolo fa riferimento a Lettera ad una professoressa che è il libro più noto della scuola di Barbiana – spiega Pessina – significa che quello che allora si scrisse può essere attualizzato. Whattsapp perchè è lo strumento della modernità usato da tutti quanti. Il nostro sforzo non è solo quello di fare memoria di una storia importante, ma di capire i valori di allora come possono essere utili oggi”.

“Ho lavorato 45 anni nella scuola, circa 30 come preside e la scuola è il mio mondo. Quello che ritengo sulla base dell’esperienza della scuola di Barbiana e della mia esperienza è che si parla di scuola 2.0, ma non sono le Lim a fare la differenza. Il buon maestro poteva essere anche il maestro con il calamaio. La differenza non la fanno gli strumenti, ma come ci si pone come maestri. Alcuni amici di don Lorenzo, provocandolo gli chiesero di dirgli cosa avrebbero dovuto fare per essere buoni insegnanti. Lui rispose che la domanda era posta male: «dovete porvi la domanda non di cosa fare ma di come dover essere»”.

Nel suo intervento di venerdì l’ex dirigente Michele Campione, per 26 anni alla guida della scuola Don Milani, ha anticipato il tema della sua relazione di sabato, ovvero “Le Ragioni di una scelta”, riferite tra l’altro anche alla scelta del nome della scuola. In ballottaggio, allora, c’erano Filippo Turati e Don Milani.

“Certamente – spiega Campione – è qualcosa che appartiene alla città. Noi abbiamo subito notato che l’ispirazione di Don Milani poteva servire non soltanto a noi ma a tutta la città. L’ispirazione di una figura prorompente. Più la si studia più si scoprono grandi potenziali in quest’uomo molto scomodo ma che ha avuto intuizioni straordinarie”.

Hanno collaborato all’organizzazione del convegno Maria Virginia Augello, Fausta Caldarella, Assunta Cantella, Alfonsa Cosentino, Marcella Di Miceli, Vincenzo Falzone, Silvana Fonte, Donatella Frangiamone, Anna Maria Gagliano, Rosanna Guarnaccia, Lia Iacopelli, Teresa Lunetta, Katia Mancuso, Salvatore Nicolosi, Katia Rafici, Maria Salanitro, Valentina Panzica, Salvino Panettieri, Liliana Zappalà.

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