“Quando si spense la notte”, storia di due missioni segrete di Raimondo Lanza, ultimo Principe di Trabia

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Neanche Ian Fleming, dalla cui fertile fantasia nacque il personaggio di James Bond, avrebbe potuto concepire un personaggio così intrigante. Parliamo di Raimondo Lanza Branciforte, già noto sia per essere l’ultimo Principe di Trabia sia per la sua storia di uomo dalla vita avventurosa, fatta di amori impossibili, di amicizie altolocate, di un’attività di agente segreto ma anche di una morte che, ancora oggi, rimane un mistero.

Autrice Ottavia Casagrande, sua nipote, è stato presentato venerdì 9 novembre presso la sala conferenze della Banca del Nisseno, il volume edito da Feltrinelli, dal titolo  “Quando si spense la notte” il Principe di Trabia, l’uomo che non voleva la guerra.

Intervista alla Presidente del Lions Club d.ssa Alessandra Dibartolo

“È un privilegio intellettuale, per noi, ospitare la presentazione del libro – ha detto in

Ottavia Casagrande e Alessandra Dibartolo Pres.Lions

apertura la d.ssa  Alessandra Dibartolo presidente del Lions Club di Caltanissetta, organizzatore dell’evento – dedicato anche questo al Principe Lanza di Trabia e ospitare soprattutto colei che lo ha scritto,  Ottavia Casagrande, nipote del Principe. E siamo onorati di ospitare ancora una volta la Principessa Raimonda Lanza di Trabia che di questo libro ha scritto la prefazione ed è l’autrice del primo volume sul Principe Raimondo, da lei stessa presentato due anni fa, dal titolo “Mi toccherà ballare”. Che dire? Io ho letto il primo libro – ha continuato  La Presidente Dibartolo – e sono rimasta affascinata. Adesso ho conosciuto questa nuova versione del Principe che sicuramente interesserà a tutti voi”.

Intervista all’autrice Ottavia Casagrande, nipote del Principe Raimondo

Ottavia Casagrande

A dialogare con Ottavia Casagrande e con la madre Raimonda di Trabia, è stata la vice Presidente del Lions Daniela Vullo che ha mostrato una conoscenza dettagliata di entrambi i libri. Dopo avere introdotto l’argomento della serata e tracciato un breve profilo del Principe Raimondo, ha ceduto il microfono alla protagonista della serata, l’autrice Ottavia Casagrande, che probabilmente ha ereditato dal nonno il fascino e la capacità di calamitare l’attenzione dell’interlocutore.

Si è detta curiosa e impaziente di venire a Caltanissetta facendo un gratificante riferimento all’accoglienza calorosa ricevuta dalla madre Principessa Raimonda in occasione della presentazione del primo libro.

“Per noi è un onore essere qua – ha esordito – per parlare ancora di Raimondo. Questo libro è molto diverso dall’altro  ed è stato anche per noi una scoperta perché è grazie al primo, (Mi toccherà ballare,ndr), che abbiamo scoperto quello che raccontiamo in questo”.

Inizia così un racconto dettagliato degli accadimenti che vedevano protagonista il nonno

Raimonda Lanza di Trabia e Daniela Vullo

Raimondo,  avvenuti nel periodo che va dal 3 settembre ’39 inizio della 2ª guerra mondiale, al 10 giugno del ’40 data in cui l’Italia entra in guerra. A quell’epoca, Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, consapevole dell’impreparazione dell’Esercito Italiano e, quindi, dell’opportunità che l’Italia non entrasse in guerra, cercò e ottenne la collaborazione del  Principe Raimondo per far sì che l’Italia rimanesse lontana da un conflitto che si preannunciava disastroso. Il racconto continua con le rivelazioni di una signora inglese con la cui madre, Cora, una spia inglese, Raimondo tesse una storia d’amore. E queste rivelazioni hanno dato il “la” per la stesura di questo libro dalle innumerevoli sfaccettature.

Intervista alla Principessa Raimonda Lanza di Trabia, figlia del Principe Raimondo

Il numeroso pubblico

Gli amori con le attrici più famose, gli interessi, le passioni sportive, le amicizie altolocate, la sua attività di agente segreto costituiscono trama e ordito di questo tessuto che avvolge la storia di un uomo affascinante, fuori dagli schemi, la cui vita avventurosa, raccontata con le parole appassionate di Ottavia Casagrande e della mamma Principessa Raimonda, si concluse tristemente e misteriosamente in un albergo romano.

Pubblico delle grandi occasioni ad ascoltare, in religioso silenzio, la sintesi di una storia che – torniamo al nostro incipit – avrebbe fatto invidia al più spericolato James Bond, con la differenza che questa è storia e non pura fantasia.

 

 

 

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