Quando la chiesa proibiva, nasceva una coscienza nella Chiesa. Incontro sul "caso Cile"

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AllendeNel settembre 1973, il colpo di stato militare in Cile e il barbaro assassinio del presidente costituzionale Salvador Allende interruppero bruscamente un’originale esperienza politica, soffocando nel sangue la democrazia in un paese di antica e civile tradizione.

L’eco di quella tragedia ebbe commossa risonanza in tutto il modo; a Caltanissetta il Consiglio diocesano di Azione Cattolica, sull’onda emotiva, ma soprattutto alla luce della nuova sensibilità verso la Chiesa dei poveri scaturita dalla lezione del Concilio Vaticano II, decise, pressoché all’unanimità, di pubblicare un manifesto di condanna del colpo di stato e di solidarietà col popolo cileno.

L’affissione, però, venne bloccata dal vescovo del tempo, mons. Francesco Monaco, su pressione di quella porzione della Chiesa nissena, sacerdoti e laici, preoccupata di incrinare gli equilibri su cui si reggevano i rapporti tra Chiesa e politica.

L’Azione Cattolica obbedì al vescovo, il quale di lì a poco si sarebbe ritirato per raggiunti limiti d’età.

L’episodio suscitò clamore, ma ebbe anche un valore esemplare di sofferta comunione ecclesiale e fu il segnale di un nuovo corso dell’impegno del laicato nella Chiesa.

A distanza di quarant’anni, sarà rievocato quell’avvenimento e saranno approfondite le implicazioni storiche, politiche ed ecclesiali con uno sguardo sull’oggi. L’incontro sul tema “Chiesa nissena e laicato – il “caso Cile” tra memoria e attualità”, è fissato per le ore 17 di giovedì 21 novembre presso il salone della parrocchia S.Pietro in via Paolo VI.

Fiorella FalciInterverranno:

– Angelo Carbone, presidente diocesano di di A.C.;

– Fiorella Falci, storica;

– Sergio Mangiavillano, già presidente diocesano di A.C.;

– don Salvatore Tumminelli, già assistente diocesano del settore giovani di A.C.;

– Antonio Virone, già consigliere diocesano del settore giovani di A.C.;

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