Quando gli oggetti parlano per noi. Mostra fotografica di “Spazio Creativo”.

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Marina CastiglioneSi è inaugurata sabato 27 giugno, al n. 14  di viale Conte Testasecca, una insolita mostra fotografica. Ad allestirla Ettore Maria Garozzo e Ferdinando Scavone che hanno formato un sodalizio, chiamato “Spazio Creativo”,  perché entrambi credono nella stessa idea: fare parlare gli oggetti per raccontare una persona.  “Un ritratto per raccontare” è, infatti, il nome della mostra che rimarrà aperta sino al 5 luglio prossimo dalle 10,00 alle 12,oo e dalle 18,00 alle 21,00.
“Lo Spazio Creativo – ci dice Ettore Garozzo – è, intanto, un luogo fisico oltre che ideale dove non solo io e Ferdinando ma, speriamo, tante altre persone possono incontrarsi e  contaminarsi con l’obiettivo di fare dell’arte. Un momento di scambio e di incontro al fine di crescere un po’ tutti quanti”. Sono esposti 74 ritratti di persone, più o meno note e di tutte le età, con due oggetti che meglio di ogni altro è in grado di raccontarne la personalità, la vita, i gusti e le tendenze.
Intervista ad Ettore Maria Garozzo

Foto curiose ce ne sono davvero tante e una di queste è quella che ritrae l’Assessore Marina Castiglione. Essendo un personaggio pubblico cheClaudia Tornatore incontriamo quasi tutti i giorni e conoscendone la vivacità fisica oltre che intellettuale, siamo rimasti molto sorpresi a vederla fotografata mentre legge un libro con la borsa dell’acqua calda sotto il braccio e con un cestino pieno di rocchetti di filo di cotone (“spagnolette”) posato sul pavimento. Grande la curiosità di sapere se a casa sua non ci fosse il riscaldamento (cosa alquanto improbabile) e se amasse cucire.
Le abbiamo telefonato e queste sono le sue spiegazioni: “la borsa dell’acqua calda, perché sono una freddolosa. Io sono una donna fatta per il deserto e ho bisogno di calore. Quando Ettore mi ha chiesto un elemento che mi identificasse, in maniera anche scherzosa, ho pensato alla borsa d’acqua calda perché è la mia immancabile compagna di viaggio. Invece il cestino con le “spagnolette” ha due motivazioni: uno riguarda mia nonna che faceva la sarta ed io sono cresciuta facendo le imbastiture delle gonne. Quel cestino è, quindi, mia nonna. Poi, l’idea dell’ago e del filo mi piace perché danno il senso del “tessere”, per esempio, e un rapporto, un legame, una relazione”.
Intervista a Ferdinando Scavone

Un’altra spiegazione –  che potrete ascoltare nella sua intervista –  ce l’ha fornita Ferdinando Scavone, osservando la foto di Claudia Tornatore, una degli organizzatori di PiazzAcolori.
Per nostra scelta, pubblichiamo soltanto due delle 74 foto esposte allo scopo di suscitare una sana curiosità. Non vogliamo togliere interesse alla mostra che merita veramente di essere visitata.
 

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