Punto nascita Mussomeli, appello al Ministro Lorenzin del Vescovo. “Altri ottengono deroghe, ognuno si faccia esame di coscienza”

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Il vescovo di Caltanissetta Mario Russotto interviene sulla chiusura del punto nascita dell’ospedale Immacolata Longo di Mussomeli, facendo appello al Ministro per la salute, Lorenzin, all’assessore regionale, Gucciardi e alle istituzioni preposte, a non abbandonare il territorio del Vallone.

“Sembra che non siano sufficienti le mobilitazioni e le proteste delle associazioni locali, dei medici, del personale ospedaliero e dell’amministrazione comunale, affinché si conceda una deroga alla chiusura del punto nascita”, sottolinea il Vescovo. Che ricorda come una deroga era stata concessa dall’assessore regionale alla slaute, Lucia Borsellino, a condizione che il punto nascita venisse messo in sicurezza, potenziando il reparto anche con il personale. “Tuttavia – sottolinea Russotto – la messa in sicurezza è stata disattesa dall’As2 e dall’Assessorato regionale, gli organi competenti a realizzarla, ragion per cui la chiusura del punto nascita è conseguita automaticamente”. Il Vescovo di Caltanissetta ricorda come il requisito del tetto minimo di 500 parti all’anno sarebbe ampiamente superabile, “se si considera che l’ospedale di Mussomeli serve territorialmente comuni di tre province: Caltanissetta, Palermo e Agrigento, tanto più che Mussomeli si trova in territorio montuoso. Accade che a Bronte e Licata gli ospedali hanno ottenuto la deroga, nonostante un numero di parti abbondantemente inferiore alle 500 unità. Le distanze da e per Mussomeli, con le strade sempre più disastrate, sono di 50 chilometri da Caltanissetta e 100 da Palermo.

Russotto, dopo aver ricordato la rinuncia alla messa in sicurezza del punto nascita della Clinica Attardo di Santo Stefano di Quisquinia, i cui 136 parti l’anno confluirebbero proprio a Mussomeli, lancia quindi un appello, un esame di coscienza. “Non si capisce perchè in altri punti nascita si ottengano deroghe al di fuori dei requisiti previsti, mentre per Mussomeli sembra si voglia lasciar morire il territorio, abbandonandolo a se stesso”.

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