Provvidenza, arriva lo stop ai lavori. L’assessore Falci: “la Soprintendenza espliciterà le prescrizioni”

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Alla fine i rilievi di Italia Nostra e di altre associazioni di tutela del territorio, hanno avuto la meglio. Dopo un sopralluogo congiunto, realizzato domenica mattina dall’assessore Amedeo Falci con la soprintendenza (era presente all’inizio del sopralluogo anche il sindaco), il Comune ha dato lo stop ai lavori di demolizione, in realtà una messa in sicurezza, al rione Provvidenza. Una messa in sicurezza, per chi considerava alcuni di questi immobili diruti e fuori contesto rispetto al valore architettonico dell’antico quartiere del centro storico. Messa in sicurezza definita “demolizione”, da chi invece ha contestato l’intervento.

Si tratta del progetto di riqualificazione avviato dalla giunta Campisi, i cui lavori sono effettivamente iniziati con la nuova giunta e prevedono la realizzazione di dodici nuove abitazioni, un cortile “sociale” e la ristrutturazione soltanto di quegli immobili effettivamente riqualificabili.

Ma il punto era un altro. Sulle prescrizioni della Soprintendenza, emerse dalla conferenza di servizi svolta prima dell’appalto, si erano levate diverse voci contrastanti e interpretazioni. La “perizia di variante”,chiesta dalla Soprintendenza e da portare all’approvazione dell’Ente prima dell’avvio dei lavori. Per l’ex assessore Andrea Milazzo, invece, il progetto, essendo stato esitato dalla conferenza di servizi, era immediatamente cantierabile e la variante era una responsabilità a carico dell’Ente, ma non necessitava di ulteriori autorizzazioni.

Adesso, infine lo stop, deciso dal nuovo assessore, Amedeo Falci, che non significa uno stop al progetto, ma un approfondimento su questo e altri aspetti.

“Si è stilato un Verbale tra tutti i soggetti interessati, il comune, l’impresa aggiudicataria e la Soprintendenza”, spiega l’assessore all’urbanistica e lavori pubblici, Amedeo Falci.

“C’è un problema legato alla presenza di amianto. Mentre dal punto di vista architettonico si è concordato con la soprintendenza che si devono fare delle schede sullo status dei vari edifici che costituiscono l’isolato e vedere quello che si deve conservare o meno. E poi in funzione delle schede in corso di redazione, si completerà la variante, concordata con la soprintendenza e si procederà ai lavori, che diventano lavori non solo di demolizione ma anche di restauro”.

“Vengono conservate alcune parti – conclude l’assessore Falci – si seguiranno tutte le prescrizioni che ora la Soprintendenza espliciterà. Mentre prima, il precedente soprintendente aveva esitato prescrizioni in conferenza dei servizi molto generiche”.

 

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