Provincia in rosso. Miccichè (Udc): “Allarme legittimo, ma circoscritto”. Su lavoratori vigilanza, “la soluzione c’è da mesi”

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MiccichèIl deputato regionale del Udc, Gianluca Miccichè, che è anche l’estensore di una parte della legge di riforma che abolisce le province, quella che riguarda ad esempio, il mantenimento dei territori, non ci sta a far diventare la difficile situazione della provincia Regionale, la misura della bontà del percorso di riforma.

L’allarme sui conti per la parte corrente, così come lanciato dal commissario Raffaele Sirico, è legittimo “ma è circoscritto, è solo un allarme”, spiega il deputato nisseno. Ogni mese dell’anno 2014, fino ad oggi, la Provincia ha speso circa 680 mila euro in più di quanto effettivamente incassato come trasferimenti e imposte, e il buco di tre milioni e mezzo per la parte corrente, “segnalato” dal commissario Sirico, si riferisce a una proiezione di spesa fino a fine anno (non c’è il bilancio di previsione), seguendo questo trend.

Ma in tale ottica, in tutta la Sicilia troveremo enti locali in condizione di deficit nel bilancio di parte corrente. Il vero problema è come andare avanti in attesa della finanziaria e delle variazioni di bilancio. Ci sono le anticipazioni di cassa, la provincia ha già fatto ricorso a 4 milioni e mezzo, e le anticipazioni “costano” in termini di interessi maturati.foto 2 (7)

Il deputato dell’Udc, Gianluca Miccichè, interviene per quanto di sua competenza, ovvero la legge finanziaria in fase di preparazione, che sarà approvata entro luglio all’Ars e le variazioni di bilancio a ottobre. Le due “manovre”, consentiranno alla provincia di avere tutte le risorse necessarie alla sua sopravvivenza, al personale e ai servizi essenziali.

Più che problemi in essere – spiega dunque Miccichè – quello di Sirico è un allarme sulla difficoltà finanziaria della Provincia che è dell’intera Sicilia”.

“Entro Venerdì si terrà un incontro di cui sono personalmente promotore all’assessorato autonomie locali, con l’assessore Valenti, il direttore generale e il ragioniere generale insieme al commissario, in modo da assicurare una stabilità da qui a fine anno, per i servizi essenziali e per la vita di tutto l’ente”.

“L’allarme lanciato è giusto ma circoscritto nei fatti. Stiamo preparando una finanziaria con 20 milioni per le province, che entro luglio sarà approvata, e oltre due milioni e mezzo andranno per la provincia di Caltanissetta. A ottobre con le variazioni di bilancio metteremo il milione e mezzo per arrivare ai 3,5 milioni di deficit per la parte corrente di cui parla Sirico”.

C’è il problema dei 25 lavoratori della vigilanza venatoria, il cui contratto, nell’ambito dell’affidamento al consorzio d’imprese private, è scaduto il 30 giugno e sono rimasti fermi, si dice senza prospettive. Le come la vede?

“Ho fatto una proposta da mesi, prevista dal contratto di servizio, ovvero passare il servizio di vigilanza venatoria alla ‘Caltanissetta house service (la ex Multiservizi, la società adesso in house della Provincia) con un notevole risparmio e il passaggio dei 25 dipendenti, consentendo il risparmio per l’ente, perchè mancherebbe l’utile d’impresa previsto nel bando scaduto e d’altro canto, poiché la riforma delle province equipara i dipendenti delle società in house, garantiremo anche questi lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Aspettiamo un parere tecnico del commissario che deve assumersi la responsabilità di questa scelta. E’ una scelta politica del commissario, che non comporta alcun onere e nessuna difficoltà”, spiega il deputato del Udc.

“Per il resto la copertura finanziaria sta nei 3,5 milioni per la provincia che troveremo entro le prossime settimane”.

C’è infine un aspetto politico di questa vicenda. Si è detto che il protrarsi della fase di transizione, tra le province da abolire e i nuovi consorzi, che non hanno ancora competenze, rischia di inficiare la riforma. Per lei è così?

“Ancora siamo in linea con i tempi. La proroga è fino al 31 dicembre e oggi si è insediato il tavolo tecnico composto da assessorato, parti sociali, università, per definire le competenze dei consorzi. Abbiamo sei mesi per completare la riforma e credo non servano ulteriori prolungamenti della gestione commissariale e quindi dal primo gennaio prossimo potremmo procedere alla elezione dei nuovi organi del consorzio”.

 

 

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