Province. Maira presenta atto stragiudiziale e diffida Crocetta: "Si vada subito al voto per quella di Caltanissetta"

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Un atto stragiudiziale, di intimazione, diffida e messa in mora contro il reiterato commissariamento della provincia regionale di Caltanissetta, da ultimo prorogato martedì dalla Regione siciliana, è stato notificato dall’ex deputato all’Ars, Raimondo Maira, in qualità di avvocato patrocinante in Cassazione, al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore agli enti locali, Patrizia Valenti e al commissario dello Stato Carmelo Aronica.

Maira nell’atto stragiudiziale premette di essere stato deputato all’Ars e componente della I Commissione Affari Istituzionali, dove aveva già espresso una posizione netta in merito al riordino degli enti locali. Ma l’atto odierno si riferisce alla sola Provincia di Caltanissetta, già commissariata dal 2012, quando il presidente dell’ente, Pino Federico si dimise per rimanere deputato e da allora rimasta senza una guida.

“La soluzione che si delinea sul riordino delle province, a seguito della legge 7 del 2013, prevede che in attesa dell’approvazione della legge di riordino e l’istituzione delle aree metropolitane, che oggi sembrano tramontare, e dei liberi consorzi di comuni, una proroga del commissariamento per le province già commissariate a seguito dell’entrata in vigore della Legge 7 e quelle già commissariate dal 2012”, scrive Maira, per il quale il ricorso al commissariamento per ragioni estranee a quelle imposte dalla normativa, che riguardano il controllo sugli organi dell’ente locale, “appare di dubbia costituzionalità”.

In particolare “secondo l’articolo141 del Testo Unico degli enti locali, legge 267 del 2000, il commissariamento ricorre casi gravi di persistenti violazioni di legge da parte degli organi dell’ente, ovvero situazioni in cui tali organi non possano funzionare più regolarmente.

“L’estensione della disciplina prevista dall’art. 141 del Testo unico – prosegue Maira – a una fattispecie del tutto estranea, appare manifestamente irragionevole e pertanto illegittima anche per violazione dell’art. 3 della Costituzione”.

Maira fa riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui anche di fronte alle ipotesi di scioglimento deelle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose, stante il carattere rappresentativo degli organi di amministrazione, garantito dall’articolo 5 della Costituzione, questo può cedere solo temporaneamente di fronte alla necessità di assicurare l’ordinato svolgimento della vita delle comunità locali.

“La lesione dell’autonomia dell’Ente, che il provvedimento di scioglimento comporta non può, tuttavia, giustificarsi in un ipotesi in cui non esista, come nel caso di specie, alcun pericolo per l’ordinato svolgimento della vita delle comunità locali, né, più in generale, alcuna delle utleriori ragioni che possono legittimarlo in base alla disciplina del Testo Unico, ma solo la ragione di mera opportunità politica propagandistica di precludere il rinnovo degli organi di governo in base alla normativa precedente”, scrive l’avvocato Rudi Maira.

L’atto stragiudiziale prosege con un’analisi della riforma del Titolo V della Costituzione che sostanzialmente rafforza il principio autonomistico e la sovranità popolare in campo agli enti locali, fino ad arrivare alla nuova formulazione dell’articolo 114 della Costituzione che ribalta i termini costitutivi dello Stato, partendo proprio dai Comuni, dalle Provincie e fino ad arrivare allo Stato.

Principi autonomistici e di sovranità popolare che “nella formulazione del nuovo art. 114 della Costituzione – prosegue Maira – nel quale gli enti territoriali autonomi sono collocati al fianco dello Stato come elementi costitutivi della Repubblica quasi a svelarne la comune derivazione del principio democratico e della sovranità popolare”.

L’ulteriore proroga varata dal Governo, per consentire più tempo all’Ars per definire la legge di firma sulla base della legge 7 del 2013, secondo Maira, “appare un’ennesima forzatura in palese violazione dei principi costituzionali che regolamentano lo status degli enti locali e la loro indispensabile funzione”.

“La natura temporale della Legge 7 del 2013 – prosegue lo Studio Maira – pone la stessa come fonte di rinvio per la riorganizzazione dei liberi consorzi e pertanto il termine appare inderogabile perchè interviene alla stessa data la fonte superiore di natura costituzionale a supplire il vulnus e pertanto vi è l’obbligo di indire i comizi elettorali”. (ovvero superata la scadenza dei commissari il 15 febbraio, dopo i 45 giorni di prorogatio di legge dalla scadenza del31 dicembre, termine ultimo per la riforma, ndr.)

“Successivamente alla mancata approvazione del disegno di legge che prorogava i termini della Legge 7 oltre il 31 dicembre 2012, il Governo ha proceduto alla proroga commissariale per via amministrativa il che, per le ragioni sopra esposte, è del tutto illegittimo” e “poichè la Provincia di Caltanissetta è al terzo inammissibile commissariamento per fatti non riconducibili alle norme generali – conclude Maira – si intima, diffida e mette in mora il Presidente della Regione, l’assessore agli enti locali a sospendere e revocare ogni atto di nomina commissariale per la Provincia di Caltanissetta ed a convocare immediatamente i comizi elettorali per la Provincia di Caltanissetta”.

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