Province, Cancelleri (M5S): "Numero liberi consorzi uguale a numero province". Salta Gela? ASCOLTA

Giancarlo Cancelleri intervistatoVenerdì pomeriggio l’appuntamento organizzato all’auditorium del Liceo scientifico di Caltanissetta dal Movimento 5 Stelle con i capigruppo dei partiti maggiormente rappresentati all’Ars, quindi oltre ai 5 stelle, il PD, PDL, UDC. Al entro del dibattito il futuro disegno di legge che istituisce i liberi consorzi di comuni alla luce della soppressione delle province. Ai microfoni di Radio CL1, il capogruppo 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, anticipa il minimo denominatore comune tra le varie proposte in campo, ovvero non prevedere la nascita di un numero di consorzi superiore alle attuali 9 province. In altre parole, per i primi due anni, i liberi consorzi non si potranno formare sul requisito dei 150 mila abitanti, escludendo per tal via la nascita di un consorzio con la città di Gela capofila. “sebbene rappresentati dai sindaci a costo zero, i nuovi consorzi non si possono proliferare, perchè significherebbe moltiplicare i centri di potere che gestiscono risorse”, afferma Cancelleri, che assicura come su tale punto ci sia la condivisione dei maggiori partiti.

Ascolta l’intervista al capogruppo M5S, Giancarlo Cancelleri che anticipa l’incontro. 

La provincia regionale di Caltanissetta intanto recede da tutte le associazioni di cui faceva parte a causa della pesante crisi finanziaria. Lo ha deciso il commissario Raffaele Sirico, rendendo immediatamente operativa la delibera per il recesso dell’ente dall’ Unione delle Province d’Italia), Unione Regionale delle Province Siciliane, l’Associazione del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) e Avviso Pubblico per la formazione civile contro le mafie. A tali organismi la Provincia aveva aderito corrispondendo annualmente oltre 56 mila euro in totale. Adesso, Considerato che la Provincia è avviata verso la soppressione e che sono stati notevolmente ridotti i trasferimenti statali e del tutto sospesi quelli della Regione, il commissario sottolinea che “le risorse finanziarie a diposizione dell’ente non sono sufficienti a coprire le spese indispensabili e non consentono di finanziare attività non obbligatorie”.

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