Proposta provocatoria del consigliere Averna: "Parcheggio a pagamento in piazza Garibaldi durante i lavori che attanagliano negozi ed enti".

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La Grande PiazzaC’è chi ha manifestato in piazza Garibaldi con una maglietta bianca a simboleggiare la necessaria pulizia e quindi l’ordine, che dovrebbe vigere nel “salotto buono” della città e chi, come il consigliere comunale del Pdl, Sergio Averna, propone di istituire nella piazza un parcheggio a pagamento di un ora. Ma la proposta, quest’ultima, non ha nulla a che vedere con i progetti futuri della “Grande Piazza”, bensì con il cantiere dei lavori in Corso Umberto, uno stralcio del progetto “La Grande Piazza”, che al momento “attanaglia le attività commerciali e gli enti”. “In questo periodo – scrive Averna – nel centro storico si stanno effettuando i lavori per la sistemazione di corso Umberto e dell’ampliamento del parcheggio di via Medaglie d’Oro. Si assiste a tutta una presa di posizione che, visto che i lavori si devono fare e l’impresa ha la necessità di avere il cantiere a disposizione, in sicurezza e senza complicazione, poco hanno di proposte concrete per risolvere la situazione che attanaglia le attività commerciali e gli enti che loro malgrado si trovano in mezzo al cantiere e che lamentano, giustamente, gravi ed enormi disagi”. Per tale motivo il consigliere fa due proposte:

1 – adibire, strettamente legato al periodo dei lavori, lo spazio della piazza Garibaldi a parcheggio pubblico per massimo un’ora e a pagamento. Per massimo un’ora per consentire a tutti di utilizzare questo spazio, creando un minimo di respiro alle attività del centro storico. Le somme ricavate dal pagamento del parcheggio, da utilizzare per aiutare i nostri concittadini più bisognosi e creare iniziative in centro storico con l’ausilio e la collaborazione dei commercianti.

2 – aprire l’entrata al comune anche da via Matteotti, per potere consentire una possibilità di sopravvivenza a quelle attività (bar, banca, pub e teatro) che si trovano in tale via e che sono stati del tutto isolati.

Averna tra l’altro parla di “salotto buono” da “tenere chiuso e che non si deve usare”.

 

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