Progetto “Orto Matto”: a San Cataldo pranzo sociale dei partecipanti

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Anche nel 2018 l’attività dell’orto sociale, realizzato presso il bene confiscato “Azienda agricola Mimiani”, ha dato la possibilità a tutti i partecipanti di stare insieme in convivialità. Si tratta del progetto “Orto Matto”, nato dall’intesa tra le associazioni Tam Tam Onlus, APS Real Dream, l’azienda Agricola Cammarata, la Coldiretti e il Distretto di Salute Mentale dell’ASP 2 di Caltanissetta e la cooperativa sociale MediGest.

Volontari, operai, operatori, disabili e normodotati, hanno coltivato varie specie orticole (melanzane, peperoni, pomodori, zucche, zucchine, peperoncini) e promosso la commercializzazione dei prodotti nel mercatino “Campagna Amica”, realizzato dalla Coldiretti in piazza Falcone-Borsellino a San Cataldo; l’attività di agricoltura sociale ha garantito un fondo cassa utilizzato per fini aggregativi e ricreativi, come il pranzo sociale dello scorso 28 febbraio. Oltre ai “lavoratori” dell’orto hanno partecipato tutti gli utenti della comunità terapeutica assistita “Villa Giulia” di Caltanissetta e buona parte degli utenti della comunità terapeutica assistita di San Cataldo. Anche gli operatori dei Servizi hanno preso parte al momento di convivialità mostrando interesse e dando sostegno all’iniziativa.

Il dottore Lo Vullo, dirigente medico della CTA di San Cataldo si reputa soddisfatto del lavoro svolto nei due anni di attività e mostra interesse per le iniziative a venire. La dottoressa Vitalba Mazzè è fiera del coinvolgimento degli utenti in questa attività territoriale, poiché stimola, accompagnando gli altri percorsi terapeutici, gli utenti a prendersi cura di se, ad organizzare le giornate e a sviluppare conoscenze e competenze dell’agricoltura.

Davide Cammarata, referente per l’associazione Tam Tam Onlus e Francesco Lombardo, presidente dell’Associazione di promozione sociale Real Dream, spiegano che a partire dalla fine di Marzo, l’attività verrà ampliata e potenziata, coinvolgendo altre istituzioni pubbliche, enti del terzo settore e privati, al fine di ampliare l’impatto sul territorio ed offrire un maggior coinvolgimento degli utenti, puntando sul diversificare i luoghi di produzione agricola e sull’intercettare clienti sensibili alla mission dell’agricoltura sociale e biologica. In particolare, si pensa di destinare alla produzione un altro bene confiscato alla criminalità, quale l’Azienda agricola Trabona.

Gli utenti, pieni di voglia di fare e lavorare, dicono a gran voce che queste occasioni devono aumentare per dare opportunità lavorative a tutti coloro che sono in difficoltà e offrire prodotti sani ai territori.

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