Profughi in fuga, nel Nisseno tanta solidarietà. In prefettura l’unità di crisi: al via la fase due dell’integrazione

Nella mattinata di mercoledì presso la Sala della protezione civile del Palazzo del Governo, si è svolta una riunione dell’Unità di crisi istituita con provvedimento prefettizio al fine di garantire un efficace coordinamento nella gestione dell’accoglienza degli ucraini che sfuggono dalla guerra.

Alla riunione, presieduta dal Prefetto, hanno preso parte il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni, i rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine, i Sindaci, i vertici della locale Azienda sanitaria, la Caritas e i rappresentanti della Croce Rossa. Obiettivo dell’incontro è stato quello di effettuare un monitoraggio sul numero di cittadini ucraini presenti in questo territorio provinciale e di verificare la funzionalità della macchina dell’accoglienza messa a punto in occasione dei precedenti incontri, al fine di rinvenire soluzioni condivise per superare le eventuali criticità finora riscontrare.

A tal proposito, da un confronto con l’Autorità giudiziaria non sono emerse situazioni di particolare rilievo, tranne per talune difficoltà operative nella gestione delle procedure per ottemperare alle prescrizioni sanitarie. Al riguardo, nell’ottica di un dialogo sinergico tra le componenti dell’Unità di crisi, i vertici dell’Asp hanno accolto il suggerimento del Prefetto di vagliare soluzioni più snelle per agevolare l’iter, anche in considerazione dei numeri ancora contenuti.

Al termine dell’incontro, i partecipanti nel dare atto della massiccia accoglienza offerta dall’intera comunità provinciale che ha dimostrato grande spirito di solidarietà e di fratellanza, hanno concordato sull’esigenza, anche in ragione del perdurare del conflitto, di procedere con un’implementazione degli interventi volti a favorire l’integrazione sociale e lavorativa degli ucraini, stimolando l’avvio di percorsi lavorativi adeguati alle competenze di ciascuno, quale condizione imprescindibile per garantire autonomia e per restituirgli un po’ di speranza.

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