Profanazione cimitero San Cataldo. Chiuse le indagini per individuare responsabili

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A seguito di una intensa attività di indagine, coordinata e diretta dal Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni, dott.ssa Simona Filoni, i poliziotti della DIGOS della Questura di Caltanissetta, coadiuvati dai Carabinieri della Tenenza di San Cataldo, hanno identificato i due autori del grave episodio di danneggiamento, verificatosi presso il Cimitero di San Cataldo, la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre scorsi.
Si tratta di due ragazzi, di 18 e 17 anni, entrambi residenti a San Cataldo, di cui si ritiene opportuno, per motivi di riservatezza, non fornire le generalità.
Sono accusati di aver commesso, in concorso tra loro, i reati di “offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio e danneggiamento di cose”, “vilipendio delle tombe” e “danneggiamento aggravato”.
Hanno reso piena confessione e saranno indagati in stato di libertà.
Verso le ore 24 dello scorso 31 ottobre, il Cimitero di San Cataldo fu oggetto di un cruento raid vandalico. La mattina seguente, all’apertura del sito, in occasione della festività tradizionalmente connessa alla commemorazione dei defunti, nei pressi di alcuni loculi, furono rinvenute diverse scritte blasfeme e sacrileghe, realizzate con della vernice arancione. Per terra e su alcuni loculi erano stati disegnatidei simboli satanici ed erano state scritte delle bestemmie. Con la stessa vernice erano stati imbrattati molti oggetti sacri, tra cui alcune statue della Madonna, di Padre Pio e di Gesù. Numerosi altri oggetti sacri e diverse fioriere erano state gettati per terra terra e danneggiati.
Sul posto, oltre ai Carabinieri della Tenenza di San Cataldo, sono intervenuti gli uomini della DIGOS, che hanno da subito avviato le indagini per identificare i responsabili di quanto occorso. Nell’immediatezza è stato effettuato un capillare esame del sito da parte del personale del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica della Questura e, nascosto in un cesto dei rifiuti, è stato rinvenuto il tappo di una bomboletta di vernice spray arancione.
In una prima fase, le indagini della DIGOS si sono indirizzate verso un gruppo di giovani sancataldesi, che si riteneva si fossero avvicinati al Cimitero la notte di Halloween. Nei giorni seguenti sono stati interrogati numerosi minorenni, alcuni dei quali hanno ammesso di essere entrati all’interno del Cimitero, negando però di aver realizzato alcun imbrattamento o danneggiamento. Si trattava di ragazzi incensurati, che avevano affermato di essersi portati a ridosso del muro di cinta del Cimitero,insieme a numerosi altri coetanei, e di aver fatto accesso nella struttura esclusivamente per spirito ludico e goliardico, in occasione dei festeggiamenti di Halloween.Il Sostituto Procuratore Simona Filoni
I nominativi di questi soggetti furono trasmessi alla Procura per i Minorenni, che assunse la direzione delle indagini.
Poiché era stato accertato che quella notte molti giovani si erano ritrovati nei pressi del muro di cinta posteriore del Cimitero, i poliziotti della DIGOS hanno interrogato altre persone, avvalendosi, in alcuni casi, dell’ausilio dei Carabinieri della Tenenza di San Cataldo, che hanno una capillare conoscenza della realtà sociale di quel territorio.
A questo stadio delle indagini è maturata l’idea che il gruppo di ragazzi coinvolti nei descritti accertamenti potesse essere estraneo ai gravi delitti verificatisi all’interno del Cimitero. Alcune delle scritte realizzate con la vernice, infatti, apparivano inneggiare al satanismo e riportavano espressioni e simboli che presupponevano una cultura religiosa che le persone identificate sino a quel momento non avevano.
Seguendo le indicazioni della dott.ssa Filoni, gli uomini della DIGOS avviavano quindi un capillare lavoro di esame dei più diffusi social network, per individuare soggetti il cui profilo mostrasse un interesse per le tematiche del satanismo. Questa attività, unitamente alla ricerca di informazioni attraverso un fitto pattugliamento del territorio sancataldese, permetteva di individuare un ragazzo appena diciottenne, che appariva altamente sospetto. Sul suo profilo Facebook, infatti, lo stesso aveva pubblicato delle fotografie in cui era ritratto con un look simile a quello di chi pratica il satanismo (come i capelli lunghi e lisci sul viso e l’aspetto emaciato) ed indossava una catenina con un crocifisso capovolto. Inoltre in alcuni post si dichiarava esplicitamente contrario ad ogni religione ed aveva tra i suoi amici delle ragazze che inneggiavano esplicitamente al satanismo.
Il giovane è stato tenuto per alcuni giorni sotto stretta osservazione ed i sospetti a suo carico sono cresciuti quando, dopo che si era diffusa, tramite la stampa, la notizia che erano in corso fitte indagini per i delitti del cimitero, aveva deciso di modificare completamente il suo profilo Facebook, togliendo ogni riferimento al satanismo. Il giovane aveva cambiato anche il suo aspetto, tagliandosi i capelli e non indossando più la descritta collana, verosimilmente perché temeva di essere individuato.
Alla luce di quanto accertato, il ragazzo è stato convocato presso gli uffici della Procura per i Minorenni, ove è stato interrogato dal Procuratore Filoni e dagli investigatori della DIGOS e della Tenenza dei Carabinieri di San Cataldo.
Dopo una prima fase in cui ha tentato di sviare le indagini, nel corso di un lungo interrogatorio, il sospettato ha reso piena confessione, ammettendo di aver commesso imbrattamenti e danneggiamenti insieme ad un suo amico minorenne. In particolare ha dichiarato di essersi avvicinato al satanismo durante l’estate, non per motivazioni religiose o culturali, ma soltanto per far colpo su una ragazza che aveva conosciuto su Facebook e che si mostrava appassionata di tali pratiche. A questo scopo aveva modificato il proprio look ed il suo profilo sul social network. La sera del 31 ottobre, si era visto con il suo amico e, portando con sé una bomboletta di vernice spray ed unatorcia, era entrato al Cimitero. I due giovani si erano alternati nel compiere danneggiamenti ed imbrattamenti, passandosi di mano la bomboletta e la torcia, lasciando il Cimitero soltanto quando la vernice si era esaurita. Il giovane ha dichiarato di non avere un reale interesse per il satanismo ed ha precisato che alcune delle scritte realizzate facevano riferimento a dei gruppi musicali Heavy Metal, che segue da tempo.
Il giorno successivo, presso gli uffici della DIGOS è stato interrogato il minorenne, che, al pari del suo amico, ha reso piena confessione. Ha dichiarato di non aver alcun interesse per il satanismo e di aver commesso i gravi atti a lui addebitati solo per commettere una bravata.
I due giovani non hanno alcun collegamento con i loro coetanei che sono stati identificati nella prima fase dell’indagine e che hanno fatto accesso al Cimitero quasi contestualmente, ma senza concorrere nei danneggiamenti.
Gli atti relativi al maggiorenne saranno trasmessi alla Procura presso il Tribunale ordinario.

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