Processo Stato-mafia, la Procura generale di Palermo: “Le dichiarazioni di Pietro Riggio da valutare con rispetto”

Punta sulla “difesa” del dichiarante Pietro Riggio, controverso infiltrato, autore di numerose dichiarazioni in processi di mafia, il procuratore generale Giuseppe Fici che oggi ha proseguito la requisitoria al processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia in corso davanti alla corte d’assise d’appello di Palermo. “Le dichiarazioni di Pietro Riggio devono essere considerate con cautela ma anche con rispetto. Non sarebbe corretto metterle tutte da parte. – ha detto – E’ invece necessario tenere conto del suo ruolo di confidente in un triennio, che non puo’ essere spazzato via. E deve essere creduto quando parla del suo rapporto di confidente della Dia e del suo ruolo di infiltrato in cosa nostra per arrivare alla cattura del latitante Bernardo Provenzano”. Pietro Riggio, ex guardia penitenziaria, e’ stato poi arrestato per mafia e ha recentemente fatto diverse dichiarazioni anche sulle stragi del ’92. Sulla sua attendibilita’ e sulle sue parole, smentite piu’ volte, pesano pero’ pesanti ipoteche. “Tra il 2000 e il 2001 lo Stato,- ha detto il procuratore generale- , attraverso Riggio e’ giunto a due passi dal latitante Provenzano che, poi, pero’, e’ stato arrestato per associazione mafiosa. Per noi pero’ era innocente, perche’ i suoi rapporti con soggetti mafiosi dipendevano dalla sua natura di infiltrato”. “Ros e Dia – conclude Fici – hanno deciso di rinunciare alla ‘talpa’, sacrificandola: una scelta sospetta”. (ANSA).

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