Primo “loop device” impiantato al reparto di Cardiologia del Sant’Elia: monitora il paziente per 3 anni

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Impiantato al reparto di Cardiologia dell’ospedale Sant’Elia il primo Loop Recorder iniettabile, una sorta di microchip che per 3 anni monitorerà il ritmo cardiaco del paziente consentendo di visualizzare eventuali aritmie o anomalie. Il nuovo dispositivo è stato impiantato ad un paziente di 69 anni, della provincia di Enna, che si era presentato al reparto di cardiologia in seguito a svenimenti e bradicardia. Ad eseguire l’intervento i cardiologi Calogero Geraci e Rosario Russo, con la supervisione del direttore del reparto Felice Rindone. “Si tratta di un nuovo dispositivo – spiega Calogero Geraci – della grandezza di 2 o 3 centimetri al massimo e molto sottile che riesce a monitorare per 3 anni il ritmo cardiaco, dando dei segnali importanti al paziente, e quindi al cardiologo che lo segue, in merito ad eventuali aritmie. La particolarità di questo dispositivo è la dimensione, veramente contenuta rispetto a quelli che abbiamo avuto finora nel mercato e la procedura d’impianto che dura 15 secondi in tutto. E’ un impianto che si fa con un piccolo taglietto, che non necessita nemmeno di punti di sutura, e il dispositivo viene iniettato sottocute come se fosse veramente un microchip, quindi veramente qualcosa di importante per la nostra provincia e la città di Caltanissetta”. Geraci si è anche soffermato sul funzionamento del dispositivo. “Il loop recorder può essere collegato tramite un software al computer o cellulare del cardiologo e così riusciamo a valutare – continua il medico – se ci sono degli eventi importanti. Questo ci dà la possibilità di monitorare il ritmo cardiaco costantemente fino a 3 anni. Viste le dimensioni contenute il paziente non nota la presenza del dispositivo che è invisibile anche all’occhio esterno. Da parte sua il paziente ha la sicurezza di essere controllato 24 ore su 24. Se il paziente nota un sintomo particolare avvicina un altro dispositivo esterno che si appoggia al loop recorder impiantato e direttamente manda dei segnali al cardiologo che lo segue a livello ospedaliero. A quel punto il paziente viene rivalutato con un controllo elettocardiografico. Ringrazio la direzione dell’Asp per averci messo a disposizione questo nuovo device e tutto il personale infermieristico e paramedico della Cardiologia e dell’Emodinamica”.

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