Primarie PD. In provincia la sorpresa Orlando. Nel capoluogo Emiliano batte Renzi

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Nella corsa alla segreteria del Pd, in provincia di Caltanissetta vince a sorpresa Andrea Orlando. Se infatti nel capoluogo si è affermato Michele Emiliano, così come a Niscemi, mentre in altri centri, a partire da Mussomeli ha prevalso Renzi, nel computo complessivo della provincia a spuntarla è invece Andrea Orlando.

Per Orlando 2.916 i voti, pari al 40%. Per Renzi 2.872 pari al 39% dei voti, per Emiliano 1.487 pari al 21%. 7 mila e 275 i votanti complessivi per la provincia di Caltanissetta esclusa la città di Gela dove il voto è stato annullato.

A Caltanissetta Michele Emiliano riesce a battere Matteo Renzi. Il presidente della Regione Puglia ottiene 529 voti contro i 524 di Renzi, terzo Andrea Orlando con 307 voti. Un risultato dal valore politico per il Partito Democratico cittadino. Tutti e tre i candidati alla segreteria nazionale avevano a sostegno big della politica locale.

A Mussomeli voto bulgaro per Matteo Renzi. Nella città di Daniela Cardinale, capolista della mozione per le province di Enna e Caltanissetta, Renzi ottiene 576 voti, 34 Emiliano, 34 Orlando.

A Niscemi vince Emiliano, secondo Orlando, terzo Renzi. Dall’esito delle votazioni alle primarie PD di Niscemi il primo dei candidati è Michele Emiliano con 566 voti (47%), secondo Andrea Orlando con 525 voti (44%) e terzo Matteo Renzi con 110 voti (9%).

A Sommatino: Primo Renzi con 92 voti, secondo Emiliano con 41 e terzo Orlando con 35.

A Milena: Orlando 177, Renzi 168, Emiliano 59.

Mille e cinquecento i votanti alle primarie del Partito Democratico nella città di Caltanissetta. Alla chiusura del seggio, allestito in viale della Regione davanti l’Istituto Testasecca, il numero dei votanti ha toccato quota di circa 1.500, al termine di una giornata che ha visto code al seggio presieduto da Giuseppe Limuti.

Discorso del tutto diverso a Gela dove la Commissione nazionale per il congresso ha annullato il voto. La notizia è stata comunicata alla commissione provinciale per il congresso del Pd di Caltanissetta. A Gela alle 13 avevano votato circa 1200 persone. Ma nonostante l’annullamento, le votazioni sono proseguite.

Le votazioni si svolgevano nell’unico gazebo di piazza Martiri d’Ungheria. A presiedere il seggio Giorgio Donegani, padre di Miguel, ex parlamentare regionale e sostenitore della mozione Orlando.

Per via delle code di votanti il presidente del seggio ha fatto aprire una quinta postazione distaccata nell’adiacente sede del Pd gelese per far votare soltanto gli iscritti. Esponenti di Sicilia Futura, che sostengono Renzi, e del Megafono hanno contestato l’apertura di quel seggio sostenendo che nessuno ne era stato informato. E quando si stava per chiuderlo e si pensava di trasferire le schede votate nelle urne delle quattro postazioni ufficiali è nata una dura controversia.

Presidente, scrutatori e rappresentanti dei candidati hanno deciso di sigillare e di considerare nulli quei voti della sezione «abusiva», con la riserva di legge dei ricorrenti perchè l’intera votazione venga ritenuta nulla. Contrari, perchè le operazioni di voto si sarebbero svolti secondo regolamento, il presidente, Giorgio Donegani, il figlio, Miguel, ex parlamentare regionale, che sostengono Renzi, e il deputato regionale Giuseppe Arancio con l’ex parlamentare, Lillo Speziale, che sostengono Orlando.

Quando tutto sembrava essere rientrato, anche a seguito dell’intervento dei Carabinieri, è arrivata la doccia fredda. L’intera consultazione è stata annullata dalla commissione nazionale per il congresso.

«Bene abbiamo fatto a denunciare le irregolarità isolando il plico ma non si può assolutamente invalidare il voto nel gazebo di Gela – afferma il senatore Beppe Lumia a sostegno di Emiliano – perché si consumerebbe una doppia ingiustizia, prima perché si metterebbe una pietra sopra sull’irregolarità e poi perché si impedirebbe ai cittadini di esprimere il proprio voto».

In ogni caso le votazioni sono proseguite fino alla chiusura delle ore 20.00.

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