Presunto ritardo nei soccorsi. La Procura dispone autopsia sull'ex comandante Bruno

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Il Comandante Biagio Bruno
Il Comandante Biagio Bruno

Parte un’inchiesta d’ufficio (nessun esposto da parte dei familiari) sulla morte dell’ex comandante dei vigili urbani, Biagio Bruno, deceduto il 1° gennaio  per arresto cardiaco mentre pranzava con i parenti.
Avrebbero atteso l’arrivo dell’ambulanza per circa 40 minuti, i familiari del comandante della Polizia Municipale in pensione, prima che questi venisse soccorso con un defibrillatore, quando ormai era troppo tardi. Questo, almeno, risulterebbe dalla chiamata al 113 che i parenti hanno fatto per sollecitare l’arrivo di un’auto medica. Gli agenti, dopo la segnalazione, hanno chiesto alla famiglia di descrivere l’accaduto e la tempistica, trasmettendo d’ufficio il verbale alla Procura.
Il 74enne comandante in pensione è stato soccorso dal genero e da un medico di fiducia che si era recato immediatamente sul posto per praticare la respirazione artificiale.
Nel frattempo era stata chiamata l’ambulanza. Quando i familiari si sono resi conto che i soccorsi non arrivavano (o per accelerarli, di questo si occuperà l’inchiesta), hanno chiamato il 113. Ed è proprio dal verbale redatto dagli uomini delle volanti della Questura che il PM, Roberto Condorelli ha fatto partire un’indagine al momento contro ignoti sequestrando la salma che era già stata portata in chiesa. Dall’esame autoptico, infatti, si potrebbe risalire alle procedure attivate dal pronto intervento e alla tempistica.
Il corpo di Bruno è stato dunque trasportato alla morgue dell’Ospedale Sant’Elia dove domenica il medico legale Carlo Rossitto eseguirà l’autopsia.
Lunedì alle 15,45 nella chiesa San Paolo i funerali.

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