Presunte minacce al segretario generale. Italia Nostra: “Politica e istituzioni hanno il dovere di intervenire”

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Sulla vicenda delle presunte minacce al segretario generale che ha rinunciato alla nomina al Comune di Caltanissetta, interviene il presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni, chiedendo un intervento della magistratura, ma ritenendo al contempo doveroso un intervento della politica e delle istituzioni cittadine.

Leandro Janni
Leandro Janni

“Di chi sono le chiavi di questa città? A chi appartengono veramente?”, si chiede Janni. “Mi riferisco non alla pittoresca chiave che, secondo una consolidata e controversa consuetudine, il Sindaco di Caltanissetta affida al “Capitano” della Real Maestranza, ma all’amministrazione, al governo della città. Mi riferisco alla forma e alla sostanza della cosa pubblica, insomma. Ai rappresentanti delle istituzioni e ai loro comportamenti, alle loro scelte (spesso eterodirette), a cominciare dal primo cittadino, ma non solo. Mi riferisco al presidente del Consiglio comunale, agli assessori e ai consiglieri comunali. Mi riferisco alla classe dirigente di questa città”.

Per Janni “di questo dovremmo discutere, ragionare. Di questo dovremmo sapere”. “Tutto ciò, a seguito degli sconcertanti avvenimenti che hanno portato, nel giro di un tempo relativamente breve, alla sostituzione di un segretario generale comunale, il dr. Eugenio Alessi, con un nuovo segretario generale nominato, all’inizio del suo mandato, dal sindaco Giovanni Ruvolo, la dr.ssa Rita Lanzalaco. Poi sostituita. E quindi, alle recenti nomine e ai successivi, sconcertanti forfait del dr. Giuseppe Vella (viene in mente il romanzo Il Consiglio d’Egitto – di Sciascia – e l’abate Giuseppe Vella, che affronta il tema “ragione e verità nel mondo”), e del dr. Michele Fratino che, da quanto apprendiamo dagli organi di stampa e informazione, avrebbe rinunciato all’incarico a seguito di una telefonata anonima durante la quale pare che gli venisse sconsigliato di  venire a lavorare per il Comune di Caltanissetta, quale segretario generale”.

“Certo è che dopo anni di eclatante mitologia antimafia speravamo, noi nisseni, di vivere tempi modesti, normali. Mediocri persino. E invece questa è la situazione. Una vicenda assurda e paradossale, dove tanti elementi, tanti fatti ci sfuggono. Dove tante, troppe cose appaiono illogiche, incomprensibili. Cosa dire? La politica, le istituzioni, se ancora esistono, hanno il dovere di intervenire. Hanno il dovere di chiarire ogni aspetto di questa vicenda.  La città non può subire tutto questo, insieme al disastro politico e amministrativo che ben conosciamo, che stiamo attraversando da anni. Da troppi anni. E ovviamente, intervenga anche la magistratura. Questa città, per andare avanti, ha un disperato bisogno di ragione e verità. Ha un disperato bisogno di dignità”.

 

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