Presidio Slow Food per il “Torrone di Caltanissetta”. Al via l’iter per il riconoscimento

L’amministrazione comunale di Caltanissetta ha avviato un percorso che porterà il “Torrone di Caltanissetta”, dolce dalle caratteristiche uniche, a ottenere il riconoscimento di “Presidio Slow Show”. “Io e la mia amministrazione siamo certi che puntare sul nostro territorio, sui prodotti che sono per tutti fonte di orgoglio e risultato dell’impegno. Per questo insieme alla vice sindaca Grazia Giammusso abbiamo voluto fortemente, con tutta l’amministrazione, l’istituzione del “Torrone di Caltanissetta”, nella sua realizzazione tradizionale”, spiega il sindaco Roberto Gambino.

Le caratteristiche di un presidio Slow Food vengono riassunte in quattro punti principali. Organizza attività di formazione per migliorare la qualità dei prodotti e la sostenibilità delle filiere, affinare le capacità sensoriali dei produttori, creare associazioni tra produttori, realizzare imballaggi eco-compatibili.

Promuove e valorizza i prodotti e i loro territori, presentandoli in occasione di manifestazioni ed eventi (come Terra Madre, Cheese e Slow Fish, in Italia, ma anche AsioGusto in Corea del Sud), facendoli conoscere ai cuochi (attraverso il progetto dell’Alleanza), favorendo la commercializzazione diretta (attraverso gruppi di acquisto o Mercati della Terra).

Comunica: racconta i prodotti, le storie dei produttori e i territori, attraverso tutti i mezzi di comunicazione della Fondazione e di Slow Food: siti internet, newsletter elettroniche, pubblicazioni, video, mostre fotografiche, uffici stampa.

Mette in rete i Presìdi con produttori di altre regioni o di altre parti del mondo, con cuochi e rivenditori, con tecnici (agronomi, veterinari…) con università, con giornalisti, con semplici consumatori.

I Presìdi hanno ricadute positive sul territorio e sulla comunità. I produttori riescono a vendere i prodotti a prezzi più coerenti con il loro valore, stabiliscono legami importanti (con i cuochi, le istituzioni, la stampa, la ricerca, etc.), modificano alcuni aspetti della filiera (ad esempio riducono o eliminano l’uso della chimica di sintesi), migliorano la trasparenza della comunicazione (adottando l’etichetta narrante, raccontando i prodotti attraverso video, interviste, etc).

Il percorso dei Presìdi può avere diverse velocità, in base al contesto geografico e sociale, al tipo di prodotto, alla solidità della rete Slow Food sul territorio.

Per misurare questi risultati, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, l’Università degli Studi di Torino e l’Università degli Studi di Palermo hanno messo a punto un metodo di analisi della sostenibilità dei Presìdi, che mette insieme parametri quantitativi e qualitativi e prende in considerazione tre livelli: socio-culturale, ambientale, economico.

“Il presidio per il Torrone di Caltanissetta avrà il compito di preservare l’autentica realizzazione del torrone andando oltre la visione del solo prodotto e darà vita a una delle comunità di Slow Food che lavorano ogni giorno per salvare anche i dolci della tradizione. Impegniamoci a tramandare la produzione e i mestieri, perché questo significa valorizzare l’ambiente, i paesaggi, la nostra terra e chi si dedica alla produzione del Torrone di Caltanissetta.

Lo scopo è anche quello di creare una filiera locale che dia la possibilità, anche ai nostri ragazzi di intraprendere l’attività di artigiano di questo dolce, rimanendo sul territorio e contribuendo a limitare la “fuga” delle nuove generazioni dalla città”.

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