Presidenza del consiglio. A S.Cataldo la maggioranza esprime una donna. Capoluogo giochi aperti, Montagnino in “pole”

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A San Cataldo è stata eletta presidente del consiglio comunale Roberta Naro, eletta con 13 voti. Come il presidente, anche il vice, Epifanio Mistretta, appartiene al gruppo «Riprendiamoci la città» del sindaco Modaffari. E’ finita come previsto, dunque, l’iintricata vicenda dell’elezione del presidente a San Cataldo. Il sidnaco Giampiero Modaffari, dai nostri microfoni, aveva annunciato il giorno della proclamazione che il presidente del civico consesso sarebbe andato all’opposizione. Ma solo se la minoranza fosse stata autonoma nella scelta, fatta salva l’astensione della maggioranza. Il Partito Democratico, alla luce delle divisioni in seno alla minoranza, molto eterogenea, aveva cheisto il sostegno a Modaffari in aula su un nome. Ma il sindaco e il suo gruppo in consiglio erano stati chiari. Se alla terza votazione l’opposizione non sarà in grado di eleggere u suo candidato, andremo avanti con uno nostro. E così la studentessa universitaria trentenne Roberta naro è diventata il primo presidente donna del consiglio comunale di San Cataldo. Del resto il consiglio è composto alla pari tra dieci donne e dieci uomini.

Presidenza del consiglio comunale di Caltanissetta

Giovedì pomeriggio alle 17 l’attesa seduta del civico consesso che dovrà eleggere il nuovo presidente. La maggioranza di “Alleanza per la città” che sostiene il sindaco Giovanni Ruvolo è chiamata al primo vero banco di prova e alla prima prova di maturità politica. Sono proseguiti gli incontri tra le forze politiche, Udc, Pd, Polo Civico, che mercoledì pomeriggio hanno programmato un ulteriore incontro tra tutti i consiglieri eletti nella sede delle Acli di via Libertà. Alla luce dei requisiti posti dal Polo Civico, che ha fatto un passo indietro non esprimendo un proprio candidato, il nome più accreditato sembra quello del consigliere Leyla Montagnino. Essendo quello del presidente un ruolo di garanzia e meno attivo politicamente, i requisiti che l’alleanza ha accettato sembrano tagliati su di lei, oppure su Salvatore Calafato del Udc, che non avrebbe ritirato la candidatura. Giochi aperti anche per Annalisa Petitto, che potrebbe concorrere anche alla carica di capogruppo del PD in consiglio comunale. Ma è chiaro che se l’Udc non ritira la candidatura, si rischia il primo incidente.

 

 

 

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