Precari enti locali. Regione 'supplica' il Governo nazionale per deroga a patto di stabilità.

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Precari ex AsuSono migliaia in tutta la Sicilia, per molti di loro i contratti scadono a breve termine, chi il prossimo mese e chi entro dicembre 2012. Sono i precari degli enti locali, i cosiddetti ex articolo 23. Per loro la Regione Siciliana con l’assessore Nicola Vernuccio praticamente supplica il governo nazionale di poter derogare al patto di stabilità, altrimenti saranno guai, i precari non avranno prorogato il contratto. In molti, in realtà si chiedono, dopo 15 o 20 anni di servizio, come sia possibile che un’istituzione pubblica li metta alla porta. Un’azienda privata, infatti, non avrebbe potuto farlo. Ecco cosa scrive l’assessore nella nota inviata a Roma.

La modifica del limite imposto dal patto di stabilita’ interno per consentire la stabilizzazione o la proroga del precariato storico in servizio da oltre venti anni negli enti locali siciliani. A chiederla con una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani, ai ministri dell’Economia, Vittorio Grilli, della Pubblica amministrazione e semplificazione, Filippo Patroni Griffi, e dell’Interno, Anna Maria Cancelleri, ai senatori e ai deputati siciliani, l’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Nicola Vernuccio.

precari manifestazioneNella nota, Vernuccio ricostruisce la storia del precariato nell’isola, “figlio del famoso articolo 23 della legge finanziaria statale 67/88, con la quale furono avviate nel Mezzogiorno iniziative di utilita’ collettiva mediante l’impiego di soggetti svantaggiati”.

“Dietro le migliaia di lavoratori atipici – scrive Vernuccio – si nascondono migliaia di storie personali e familiari che rendono unico il caso siciliano rispetto al panorama nazionale. Risorse umane con un’eta’ media di circa 50 anni e con un’anzianita’ di servizio di un quarto di secolo e con un grado di scolarizzazione a volte elevatissimo”.

“Un’eventuale interruzione dell’apporto di queste risorse umane presso gli enti locali e le aziende ospedaliere – continua Vernuccio – comporterebbe, nella stragrande maggioranza dei casi, il collasso strutturale degli enti utilizzatori, impedendo nei fatti l’espletamento dei servizi essenziali e il buon funzionamento della Pubblica amministrazione”.

San_PrecarioPer l’assessore, “impedire l’espulsione di migliaia di lavoratori precari dagli attuali circuiti occupazionali costituisce, dunque, non solo un obbligo morale per l’intera classe politica e le parti sociali, che oggi sostengono con forza la vertenza del precariato, ma rappresenta un atto di giustizia sociale nei loro confronti”.

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