Precari enti locali. Doccia fredda sulla stabilizzazione. "Inaccettabile posizione governo nazionale".

precari manifestazioneUn cielo denso carico di nubi sovrasta i ventimila precari siciliani, tra cui 44 precari del comune di Caltanissetta (una parte vigili urbani) il cui contratto scade il 31 dicembre di quest’anno.

A differenza di 15 giorni addietro, quando la missione romana di Crocetta, dopo l’incontro con il ministro D’Alia, sembrava aver aperto le porte alla stabilizzazione, la Camera dei deputati ha stravolto il testo dell’emendamento dedicato ai precari nelle regioni a statuto speciale.

In altre parole non si può solo derogare al patto di stabilità, per trovare una soluzione all’annosa questione. La Regione deve trovare risorse aggiuntive, risparmiando la spesa da bilanci già ridotti all’osso.

In altre parole i fondi che la Regione versa ai comuni, 300 milioni, saranno computati nel calcolo del patto di stabilità, rendendo impossibile ai comuni avviare la stabilizzazione e neanche le proroghe, se le cose dovessero rimanere così. Insomma nessuna deroga al patto di stabilità per assumere i precari e addirittura vincoli e paletti più stringenti. Il testo comunque è adesso al Senato, e sono a lavoro gli sherpa mandati dalla Sicilia (emissari di Crocetta e del Pd, fedelissimi di D’Alia e dell’Udc e la deputazione siciliana in generale), per cambiarelo.

Mariella Maggio, deputata del PD ed ex segretario regionale della Cgil chiede al governo regionale di attivare canali politici e istituzionali per dialogo con Roma.

“Il governo regionale non perda in minuto in più e attivi ogni canale, istituzionale e politico, per portare a posizioni ragionevoli il governo nazionale in merito a scelte dalle quali dipenderà il destino dei precari siciliani”. Dice Mariella Maggio, vicepresidente della commissione lavoro all’Ars.

“Quella dei precari – aggiunge – è una vicenda che in una terra complessa come la Sicilia ha anche evidenti risvolti sociali. Ci aspettiamo dal governo regionale il massimo sforzo per indurre il governo nazionale a trovare una soluzione positiva a tutela della Sicilia, sia in termini di lavoro che di servizi”.

Il presidente della regione Crocetta annuncia:”Stiamo attivando azioni per ripristinare testo

originario della Commissione Bilancio del Senato”. “Sui precari, il presidente Crocetta e l’assessore

San_PrecarioValenti, stanno attivando ogni possibile azione necessaria a ripristinare il testo originario, come emendato dalla Commissione Bilancio del Senato. Per mercoledì inoltre è stato convocato un incontro con le parti sociali a Palermo, per predisporre un’azione comune tra governo regionale e sindacati”, afferma in una nota il governatore della Sicilia.

Per il capogruppo del PD, Gucciardi “è inaccettabile la posizione del governo nazionale sui lavoratori siciliani”. “Non abbiamo mai preteso leggi ‘ad hoc’ per favorire la Sicilia, ma che la nostra isola sparisca dall’agenda del governo nazionale è inaccettabile”. Dice Baldo Gucciardi, presidente del gruppo PD all’Ars, a proposito delle recenti scelte del governo nazionale sui precari.

“Che lo Stato tolga in un sol colpo ai precari della nostra isola non solo la possibilità di essere stabilizzati, ma anche la proroga dei contratti, appare assolutamente insopportabile – aggiunge Gucciardi – ed è incomprensibile il modo in cui a Roma qualcuno sottovaluta il dramma di 20.000 famiglie, si ponga subito rimedio a questa ferita inferta ai precari siciliani ascoltando il governo e le forze parlamentari regionali”.

Allarmate le sigle sindacali, in particolare la Cisl Sicilia e la Cisl Fp e la Cgil.

A spiegare il quadro è il segretario regionale Cisl Sicilia, Maurizio Bernava e il segretario Funzione pubblica, Gigi Caracausi. “Vanno trovate risorse aggiuntive attraverso un piano di risparmi, riorganizzazione e razionalizzazione degli enti, da destinare alla copertura di un programma complessivo, pluriennale, di stabilizzazione dei precari. Il piano di risparmi – proseguono i due esponenti CISL – deve essere fatto entro il 31 dicembre e a predisporlo deve essere la Regione. È questo piano la precondizione necessaria per ottenere proroghe e stabilizzazioni. Ha sbagliato .- concludono i sindacalisti – il governo regionale a puntare tutto sulle deroghe di legge. Questa è la strada che per anni ha battuto, con errori e false promesse, un ceto politico irresponsabile e colpevole della situazione”.

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