Precari enti locali. Doccia fredda del Premier, dopo lettera protesta di Crocetta

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“Con riferimento alla lettera inviata dal governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, al presidente del Consiglio, Enrico Letta, di cui si apprende dagli organi di informazione”, palazzo Chigi precisa in una nota che “nel maxiemendamento alla legge di Stabilità non esiste alcuna norma che stabilizza i lavoratori socialmente utili della regione Calabria”. “Nel testo approvato in Senato – si legge ancora – è contenuta una norma, al comma 132 dell’articolo unico, che stanzia per un solo anno, e non dunque a regime, 110 milioni di euro finalizzandoli a interventi”.
“Si tratta, in sintesi, di un intervento – scrive ancora Palazzo Chigi – che affronta, con risorse finanziarie per il solo anno 2014, situazioni di emergenza generale: tra queste, anche quella relativa ai rapporti convenzionali in essere attivati dall’Ufficio Scolastico provinciale di Palermo per le funzioni di collaboratori scolastici (commi 522 e 523). I successivi commi fino al 137 risultano contenuti in stesure del provvedimento non approvate in via definitiva dal Senato. I percorsi di inserimento stabile dei lavoratori – conclude palazzo Chigi – rimangono, sotto l’aspetto ordinamentale e finanziario, quelli previsti dalla normativa vigente e in particolare dal dl 101/2013, adottato dal governo per far fronte al tema del precariato nelle pubbliche amministrazioni”.
Una doccia gelata, dunque, alle recriminazioni della Regione Siciliana sul caos precari degli enti locali, circa 18 mila in servizio nei comuni e nelle province. Se con la lettera al premier Letta, il presidente Crocetta, auspicava una risposta positiva anche per i precari siciliani, questa non solo non è arrivata, con la nota di Palazzo Chigi che smentisce la stabilizzazione per i precari calabresi, ma altresì neanche viene citato il problema in oggetto dei precari siciliani.

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