Precari del comune. Giunta Crocetta approva Ddl. Proroga e stabilizzazione con bacino unico

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Bartolotta Crocetta VAncheriLa giunta regionale ha approvato il disegno di legge per la proroga e l’avvio del processo di stabilizzazione dei 18 mila precari degli enti locali. Contestualmente la giunta ha approvato il Ddl per l’impignorabilità della prima casa e dei mezzi indispensabili e necessari alla professione artigiana come macchinari e capannoni.

“Il nuovo ddl sui precari – afferma il presidente della Regione, Rosario Crocetta, proroga per 3 anni i contratti di tutti i precari siciliani e consente a tutti gli enti di poter avviare il processo di stabilizzazione. Le risorse necessarie, 330 milioni di euro, sono tutte a carico della Regione e frutto della lotta contro gli sprechi e il malaffare. Oltre alle pubbliche amministrazioni è prevista la forma dell’auto impiego e anche l’impiego, su richiesta del precario, in aziende private. Viene istituito un albo unico regionale, fatto di fasce diverse, per categoria di alvoro, A e B, C e D e lavoratori Asu.

Il governo ha anche in programma di predisporre due ddl separati per gli ex Rmi, lavoratori del reddito minimo di inserimento ed ex Pip, per i quali sono già disponibili delle risorse per la continuazione dei progetti. Approvato anche il disegno sull’impignorabilità della prima casa. Ma i sindacati non sono pienamente soddisfatti del DDL e la Cisl Sicilia ha confermato lo sciopero per il 13 dicembre.

Crocetta con Lucia Borsellino“Bene ddl impignorabilità prima casa, capannoni e mezzi di lavoro”, dice invece Filippo Ribisi. Confartigianato Sicilia plaude all’iniziativa del Governo regionale che ha approvato il disegno di legge sull’impignorabilità della prima casa, dei capannoni e dei mezzi di lavoro delle imprese. “Tale provvedimento- dichiara Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia- va nella direzione giusta perché finalmente consente alle imprese soffocate dalla crisi di poter continuare a produrre”.

“E’, infatti, inspiegabile che mentre da un lato non si permette agli imprenditori di svolgere la propria attività, a causa del pignoramento degli strumenti di lavoro, dall’altro lato si pretende il pagamento dei debiti contratti con il fisco e con altri creditori. In altre parole, se si bloccano i mezzi di lavoro alle imprese, come possono queste ultime far fronte al pagamento delle imposte e degli stipendi dei dipendenti? Auspichiamo- conclude Ribisi- che anche il Parlamento faccia la sua parte, approvando in tempi rapidi il progetto di legge governativo”

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