Precari del Comune. Dopo tre anni il concorso bandito dalla giunta Campisi annullato defintivamente

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Si conclude con il definitivo “avviso pubblico” di annullamento in autotutela, da parte del dirigente al personale di Palazzo del Carmine, il concorso per la stabilizzazione dei dipendenti comunali a tempo determinato del Comune di Caltanissetta.

Per i precari del comune, in tutto 44, la giunta Campisi aveva bandito un concorso nel 2012 per soli titoli, che prevedeva di fatto una stabilizzazione a 28 ore settimanali a tempo indeterminato, con una riserva pressoché totale di posti. Esclusa, dunque, la possibilità per candidati esterni di aggiudicarsi un posto, il concorso è stato dichiarato illegittimo prima dal TAR Sicilia e poi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa. La legge, infatti, impone che la riserva dei posti ai precari interni dell’ente, in caso di indizione di un concorso, non possa superare il 40%, estensibile al 50% quando ricorrono particolari condizioni. Significa che i posti a concorso avrebbero dovuto essere 88, per stabilizzare i precari.

Grande il disappunto dei dipendenti precari, che si sono peraltro costituiti in giudizio sia al Tar e al CGA. Un processo amministrativo promosso da alcuni candidati al concorso esterni all’ente, ma anche da numerosi dipendenti a tempo indeterminato del comune di Caltanissetta che al pari dei colleghi precari erano stati assunti come ex Asu ed ex Lsu, accettando, a differenza dei primi, di declassarsi per ottenere la stabilizzazione. Va però detto che non tutti i precari in servizio al Comune hanno avuto tale possibilità di stabilizzazione in passato, pur se avessero accettato di declassarsi.

Comunque la palese illegittimità del concorso, pubblicato in gazzetta ufficiale nel 2012, non è ascrivibile a tali valutazioni.

La dirigente al personale, Irma Marchese (ma il concorso non venne da lei bandito), facendo seguito a due determinazioni di agosto e settembre, ha pubblicato in albo pretorio un avviso  che annulla in autotutela il concorso, adeguandosi alle sentenze della giustizia amministrativa.

I precari del comune sono 5 istruttori direttivi di categoria D, 17 agenti di polizia municipale categoria C, una vigilatrice dell’infanzia in categoria C e 21 istruttori amministrativi in categoria C. Molti di essi lavorano da un minimo di 15 ad un massimo di 20 anni circa al Comune di Caltanissetta. Fanno parte del bacino di 22 mila precari degli enti locali siciliani, come i loro colleghi della Camera di Commercio, dell’Asp e di altri enti.

Per loro adesso si profila una proroga di un anno (già approvata nella legge nazionale di stabilità) e un incentivo dalla Regione se il Comune li stabilizzerà. Ma non è chiaro il percorso che dovranno intraprendere gli enti locali. Se vi sarà una deroga di legge alla riserva dei posti agli “interni” che può arrivare al massimo del 40%, estensibile per alcuni particolari casi al 50% dei posti messi a concorso. Se, al contrario, il Comune dovrà assumere altrettante risorse umane di quanti sono i precari, pur con gli incentivi della Regione, il percorso sarà tutto in salita.

Come ha già dimostrato la sentenza della Corte di giustizia Europea per il caso dei precari della scuola, non vi possono essere precari che lavorano per decenni in amministrazioni pubbliche. I successivi rinnovi rappresentano di per sé un diritto alla stabilizzazione. E’ quindi solo un gioco delle parti, tra governi che si succedono, che qualche maligno pensa abbiano convenienza a mantenere un bacino di oltre 20 mila elettori precari “appesi” al filo della stabilizzazione che non arriva.

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