Polo Civico presenta Giovanni Ruvolo: "Trovarsi tra forze diverse segno di responsabilità"

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Il Polo Civico ha presentato stamane nella ex libreria Sciascia di Corso Umberto la candidatura a sindaco di Giovanni Ruvolo.

Il Polo civico si presenta ufficialmente alla città e in particolare presenta la squadra del candidato Giovanni Ruvolo, affiancato da Boris Pastorello, Carlo Campione, Settimo Ambra, i comitati di quartiere, le associazioni del terzo settore. Un fronte ampio, socialmente differenziato e già impegnato in una campagna elettorale che “non sarà mai coniugata al futuro”, ma “solo alle cose che abbiamo fatto”, spiega Ruvolo.

I soggetti che compongono il “Polo Civico”, infatti, provengono dalle Acli, dalle associazioni laicali, dal terzo settore, dai comitati di quartiere. Attori sociali che non metteranno le loro sigle sopra il simbolo elettorale. Saranno gli esponenti di punta a impegnarsi per la vittoria del programma del Polo Civico. Questo il senso della presentazione alla stampa del candidato sindaco e della partecipazione massiccia dei comitati di quartiere e delle associazioni del terzo settore.

Giovanni Ruvolo, oggi un momento delicato e importante, perchè non è la presentazione del candidato, ma del progetto e delle persone che sono in esso.

“Tutta l’esperienza del Polo Civico di questi mesi, una ricchezza di valori e persone che con gratuità hanno scelto me per affrontare i problemi della città e liberare le energie sociali della città. Abbiamo presentato la candidatura all’ex libreria Sciascia perchè ha un valore simbolico enorme, una libreria vuota che è stata il punto di convergenza di tanta ricchezza culturale della città. Quindi ci impegniamo a riempire i vuoti culturali. I due punti nevralgici sono il lavoro e la famiglia e attorno a questi costruiremo tutte le opportunità. Da utilizzare, non abbiamo solo il capitale economico, che è limitato, ma dovremmo usare il capitale sociale, fatto di esperienza e competenze, per mettere a sistema le tante parti della città, dall’artigianato alle tradizioni, dal sociale alle associazioni, un sistema per rilanciare l’identità di Caltanissetta quale punto di riferimento di un’area vasta che troverà una città pronta a offrire servizi e rilanciare il senso di appartenenza che esalti il senso di dignità di ogni cittadino”.

Chi è oggi con Giovanni Ruvolo?

“Giovanni Ruvolo è con altri, sta condividendo con tanti gruppi e associazioni che non sono dentro con le sigle, perchè per statuto non possono stare dentro le competizioni elettorali, ma le persone che esprimono quel punto di vista sono tutte dentro il Polo Civico. Tanto che la campagna non coniuga verbi al futuro, come ‘noi faremo’, ma ci confrontiamo con quello che abbiamo già fatto, come il comitato che ha lavorato alla proposta rifiuti zero o per la tarsu, l’ associazionismo laico e cattolico, le esperienze dal basso che trasformano l’azione sociale in un modello politico che stiamo anche cercando di condividere con le forze politiche che vogliono rappresentare una politica nuova moderna e più responsabile”.

Ha senso fare ancora appello ai partiti oppure avete ormai la vostra squadra?

“Il Polo Civico – risponde il candidato sindaco Giovanni Ruvolo – è nato come forza dialogante e ricordo il Forum civico, esperienza che ha finito per dimostrare che forze diverse pur mantenendo la propria identità possono trovarsi in obiettivi e metodi comuni. Gli appelli li abbiamo già lanciati e ci rendiamo conto che i partiti stanno predisponendo scelte etiche. Siamo in una fase in cui stiamo dialogando con i partiti, condividendo le linee programmatiche e cercando di valorizzare le esperienze del forum. Se avremo obiettivi comuni e metodi comuni, allora ritrovarsi tra forze diverse credo sia un modo nuovo per rappresentare alla città una politica che si assume le responsabilità”.

Come detto tra i partecipanti alla conferenza, insieme a Carlo Campione, Boris Pastorello, Claudio Palazzolo, Settimo Ambra, Diego Perricone, tra gli altri, c’erano i rappresentanti del coordinamento dei comitati di quartiere.

Carmelo Bosco è il portavoce dei Comitati di Quartiere. A lui abbiamo chiesto di spiegare il rapporto dialettico, perchè i comitati scendono in campo, ma fino a un certo punto.

“Ho puntualizzato di proposito che i comitati di quartiere non scendono direttamente in campo, ma sono dentro il Polo Civico indirettamente in quanto i Comitati di Quartiere rivendicano la propria autonomia”, spiega Bosco. “Il comitato fa politica, ma non con i partiti, ma per la città. Nascono perchè vogliamo la città vivibile e godibile. I comitati di quartiere in questa tornata elettorale non appoggiano i candidati o i partiti o le liste civiche, ma i programmi che sono congeniali al rilancio dei quartieri e della città. Se riconosceremo che il programma del Polo Civico porta cose buone per i quartieri, lo appoggiamo, se è negativo lo ostacoleremo. Questo devono fare i comitati di quartiere. Che poi al loro interno c’è qualcuno che si deve candidare, se opportuno lo appoggeremo, perchè servono punti di riferimento, in questi cinque anni sono mancati proprio i punti di riferimento in consiglio comunale, se avremo questa opportunità li appoggeremmo molto volentieri, altrimenti continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, i comitati di quartiere”, conclude Carmelo Bosco portavoce del coordinamento dei Comitati di Quartiere. .

 

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