Polo Civico, partono le querele. Licata e Talluto ad Agorà: "metodo squadrista, noi pronti a confronto pubblico"

987

Un intervento a gamba tesa, da parte di Officina Agorà 9310 con un comunicato che ha tutto il sapore di resa dei conti. Un intervento,  che ha scatenato la reazione dei diretti interessati, i consiglieri del Polo Civico Salvatore Licata e Linda Talluto. Un botta e risposta che finisce anche in tribunale, come annunciato dai consiglieri comunali che presenteranno querela (probabilmente per la accuse di familias amorale in relazione alle richieste che Agorà attribuisce ai due consiglieri) e che prosegue nel silenzio degli altri consiglieri del Polo Civico che non si sono ancora espressi sulla richiesta fatta dal coordinamento di sostituire Licata da Portavoce, eccezion fatta per Lorenzo La Rocca che ne ha chiesto le dimissioni dieci giorni addietro.

“L’intervento della Officina Agorà 93100 del Polo Civico contro la presa di posizione dei sottoscritti, che si sono permessi di esprimere liberamente il proprio pensiero denunciando lo stato di abbandono in cui versa la Città di Caltanissetta e mettendo in discussione l’operato dell’Amministrazione comunale, ci rievoca metodi squadristi reinterpretati in chiave moderna per l’uso di una violenza delle parole la cui gravità è quanto meno equiparabile a quella fisica”. Così i consiglieri comunali Linda Talluto e Salvatore Licata del Polo Civico replicano ad un comunicato pervenuto da una sigla della galassia del Polo Civico, Agorà 93100, guidata da Nicola Sposito che è anche presidente dell’unione sportiva e consigliere nazionale delle Acli.

“Non ci presteremo a sterili e vuote polemiche su fatti e circostanze che non riguardano le questioni della Città – affermano Licata e Talluto – perché esse risultano provocatorie ed offensive nei confronti di tutti quei cittadini nisseni che ogni giorno fanno faticosamente i conti con la loro sopravvivenza”.

I due consiglieri del Polo Civico, in rotta di collisione con il “coordinamento del Polo Civico”, si dicono “pronti ad un confronto pubblico per discutere, al netto delle promesse per il futuro e delle offese personali, di quanto si è fatto, o forse meglio, di quanto non si è fatto in questo primo anno di Amministrazione Ruvolo durante il quale la Città ha subìto un ulteriore sprofondamento economico e sociale”.

“Il confronto, per risultare proficuo, non può essere espletato né con il coordinatore dell’officina, che si è prestato alla redazione dell’articolo di stampa, né tantomeno con l’attuale coordinatore del Polo Civico perché, essendo meri esecutori di regie non loro, non possono essere considerati interlocutori politici credibili”.

“In ultimo, per quanto concerne le infondate accuse di interessi familistici e clientelari che saranno presto oggetto di denuncia all’Autorità Giudiziaria, è davvero ripugnante pensare di contrapporre all’affermazione della giustizia sociale e all’etica della responsabilità, valori da cui i sottoscritti sono ispirati, insinuazioni prive di fondamento volte solo allo screditamento personale”.

“Invece di mortificare l’ampio consenso ricevuto dai sottoscritti da parte degli elettori, nonchè da parte di altri cittadini che in maniera spontanea si sono uniti a loro, etichettando tale consenso come un bieco familismo amorale, basterebbe pensare alla enorme contraddizione che vive il Polo Civico con un Coordinatore che è marito del Vice Sindaco, con tutto quello che ne consegue in termini di obiettività nelle scelte amministrative e di autentico perseguimento del bene comune”.

foto Radio CL1

Commenta su Facebook