Polizia penitenziaria. Interrogazione al ministro Bonafede sulle condizioni in cui operano gli agenti

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Un’ interrogazione sullo stato delle carceri italiane è stata presentata al ministro della Giustizia dalla deputata del Movimento 5 Stelle Azzurra Cancelleri, che sottolinea come le criticità dell’intero circuito detentivo non riguardano solo i detenuti ma devono tenere in considerazione anche la situazione generale della Polizia penitenziaria e le condizioni di difficoltà in cui essa opera.

“Nella risposta scritta resa dal Ministro della Giustizia Bonafede emerge indubbiamente l’importanza delle politiche di assunzione di personale intraprese dal dicastero – afferma la Cancelleri -. In particolare nell’anno 2018 sono stati immessi in ruolo 1 339 agenti di Polizia penitenziaria e 32 ispettori superiori mentre nell’anno 2019 sono stati immessi in ruolo 1 470 agenti di Polizia penitenziaria e 971 vice ispettori. Nella medesima direzione si iscrivono le politiche intraprese dal ministero orientate al benessere psico-fisico del personale in servizio. In questa direzione l’amministrazione – afferma – sta continuando a finanziare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle caserme e degli alloggi di servizio, secondo le priorità stabilite dai Provveditorati regionali”.

Dalla risposta – secondo quanto riferisce la deputata nissena – emerge chiaramente anche la consapevolezza circa il fenomeno dei suicidi che interessa anche gli appartenenti alla Polizia penitenziaria. “L’attività del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sul punto mira al rafforzamento delle iniziative indirizzate al benessere psicologico e al contenimento del disagio lavorativo ai fini della prevenzione del rischio burn out. Allo stato – prosegue Azzurra Cancelleri – secondo l’ultima rilevazione effettuata, risultano sottoscritti protocolli d’intesa con il Consiglio dell’Ordine degli psicologi presso i Provveditorati regionali di Lazio, Abruzzo, Molise, Toscana, Umbria, Calabria, Sicilia, Triveneto, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Basilicata e Lombardia e, inoltre, il Corpo di Polizia penitenziaria, attraverso quattro suoi funzionari, partecipa, proficuamente e con regolarità, ai lavori dell’Osservatorio permanente interforze sul fenomeno suicidario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia. Continueremo a lavorare senza sosta – conclude – per avere carceri più dignitose e sicure e con corpo di polizia penitenziaria non lasciato solo nella sua delicata azione quotidiana”.

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