Piscina comunale. Famiglie disabili annunciano querele

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Piscina Disabili attività in acquaApprendiamo dagli organi di stampa che la Swimming s.r.l., società che gestisce la piscina comunale nonchè il progetto in acqua per disabili, ha comunicato all’Amm.ne comunale di non poter rispettare l’impegno preso di riaprire l’attività il 24 Settembre. Fin dalla chiusura della piscina il 17 Maggio u.s. ci siamo attivati per capire i tempi di riconsegna della piscina da parte dell’Amm.ne Comunale che avrebbe realizzato alcuni lavori di manutenzione. La nostra richiesta è stata regolarmente protocollata, indirizzata all’Ass. Firrone e Giarratano ,rispettivamente Solidarietà Sociale e Lavori pubblici. Naturalmente avevamo elaborato proposte concrete per individuare soluzioni affinchè il Progetto per i disabili non fosse interrotto. L’attività in acqua per i disabili infatti è integrazione, riabilitazione, sport. Un disabile in acqua riesce ad essere uguale agli altri, se parliamo di disbilità fisica. Relativamente alla disabilità psichica l’attività in acqua è determinante per socializzare, fare gruppo. Sentiamo nostro il Progetto proposto dal Gruppo Piano e approvato dal Comitato dei Sindaci. Un progetto di € 401.000 da distribuire in tre anni. Un progetto che vede coinvolti 70 disabili. Un fiore all’occhiello per lo sport nisseno e per la città di Caltanissetta. Un progetto unico in Sicilia che prevede talaltro l’attività sub-acquea per i disabili. Siamo stati 8 volte a Palermo per sbloccare l’iter burocratico che si arenava per richieste della Regione spesso inevase e lo abbiamo fatto da volontari, volontari di noi stessi. Dovevamo farlo per i nostri figli. Grazie all’attività in acqua alcuni di loro hanno evitato operazioni chirurgiche. Non possiamo certamente aspettare che il Gestore della piscina insieme all’Amm.ne Comunale decidano bonariamente o legalmente se i lavori ancora da effettuare siano di competenza dell’uno o dell’altro. Chiediamo di essere convocati, come abbiamo già richiesto ufficialmente a Maggio, insieme al Gestore dall’Amm.ne Comunale. Anche perchè ci sentiamo presi in giro. Noi siamo la parte debole. Noi abbiamo bisogno del Servizio. Tutto quello che oggi emerge era chiaro a tutti. Naturalmente, era chiaro prima che si cominciassero i lavori. Immaginavamo tutto questo. Ma non siamo stati ascoltati. Noi lo sappiamo: è sempre meglio prevenire. Vivere alla giornata ” cumu veni si cunta”, non è rispettoso per chi ha un bisogno vero, per chi, come noi , ha permesso di sbrigliare sempre la matassa. Non sappiamo dove si vuole arrivare. Probabilmente ad una compensazione tra debiti e crediti. Probabilmente si farà una causa. Non ci stiamo.L’attività in acqua per disabili non è nè deve essere un bancomat: tanto ormai è un Progetto finanziato ad interessi zero. Ci sono modi e termini per fare rispettare gli impegni.

I GENITORI DEI DISABILI

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