Chiusura di campagna elettorale. Cosa hanno detto i candidati alle nostre domande

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DSC_0005Conny Fasciana

Lei si presenta come “alternativa comunista”, ma gran parte della sinistra a Caltanissetta è confluita nel PD , Sinistra ecologia e libertà e Movimento 5 Stelle. Basta guardare i nomi di tanti militanti della sinistra nissena che oggi militano in queste formazioni. Ma la sinistra, anche quella radicale, oggi non crede più nel comunismo? E se si, lei allora a chi chiede il voto?

“Il tradimento che le sinistre hanno operato contro le masse proletarie è sotto gli occhi di tutti. Pensare di rappresentare le masse, i senza tetto, le prostitute, i tossicodipendenti, gli sfruttati, i cassintegrati, i precari, attraverso la gestione di un sistema economico capitalista dentro il quale si sono vendute le forze di sinistra, che hanno svenduto alla logica del capitale la loro politica apparentemente comunista, significa rispondere al perchè le sinistre si trovano a giocare per le poltrone del potere. Alternativa comunista nasce da una scissione netta e radicale da Rifondazione comunista, quando Bertinotti operò un tradimento alla sinistra. Nacque progetto Comunista, che diede luogo a due fazioni, una il Partito comunista dei lavoratori dove iniziai a militare (prima di transitare nel PDAC, partito dell’alternativa comunista, ndr.), rendendomi conto che la massima secondo cui comunisti si è, se si mette insieme teoria e prassi, significa passare immediatamente all’azione, sulle piazze, con le masse oppresse. Questi temi che apparentemente possono sembrare anacronistici, in realtà non lo sono, anacronistico o fuori moda è un’idea quando non viene posta nella sua concretezza, esser comunisti oggi significa rifiutare le logiche dello sfruttamento, che il profitto di pochi possa fare gli interessi di molti. Ai barboni darei Palazzo del Carmine, dentro la sala gialla, perchè è impossibile che un sindaco che si candidi a gestire una città dove le persone dormono per strada possa dormire sereno, sapendo che ci sono persone che dormono in macchina, senza casa e senza cibo”.

DSC_0014Sergio Iacona:

Sei candidato di Forza Italia ed appoggiato dal nuovo centro destra, due entità con cui sei andato in guerra 5 anni fa per la tua nota allergia con i vertici locali dei partiti, al punto di affiancarti a Fiorella Falci in un contesto lontano anni luce dalle tue idee, come quello del PD di Fiorella Falci, Oggi sei con loro, come farai a tenerli lontani dai loro tentativi di richieste di assessorati o posti di sotto governo?

“Nel corso della mia vita ho praticato la politica per gli ideali, sulla base della massima di De Gasperi, conoscere per deliberare. Sono conosciuto per l’allergia alla prepotenza e all’arroganza, che non serve spiegare. Non ho mai cercato l’amicizia per fare carriera. L’ex ministro Cardinale fece pratica nello studio di mio padre, se cercavo scorciatoie potevo seguirlo, ma io ho seguito il mio pensiero. Ho cercato di comporre una frattura avvenuta cinque anni fa, sulla base dei valori, quelli conservatori di ogni epoca, Dio, Patria e famiglia, dove Patria è anche la mia città. La riconciliazione non mi è costata nulla, anzi è stata gratificante, perchè è stata riconosciuta la fondatezza delle mie precedenti posizioni, che prima erano un’eresia, invece oggi sono riconosciute giuste alcune mie posizioni, ma anche il modo con cui le ho coltivate. Non faccio fatica a dire che sarò disponibile a recepire dalle forze politiche consigli, per idee e programmi, non subirò mai alcuna imposizione in termini personali, se dovesse succedere sono pronto a dare le dimissioni e chiedere ai cittadini di andare di nuovo al voto. Sono stato scelto da uomo libero e così vorrò fare il sindaco”.

DSC_0007Giovanni Ruvolo

Nella tua coalizione sono presenti ben 4 partiti,  PD – UDC – SEL – PSI, oltre due liste civiche. Qualora diventi Sindaco ci spieghi come farai a dare picche alla presentazione del conto?

“Il polo civico ha una storia lunga che nasce nel duemila, quando con Mons. Cataldo Naro organizzammo un corso di formazione politica, perchè la politica seguiva una strada sbagliata. Capivamo che era importante educare i cittadini a svolgere il proprio ruolo. Da lì cominciò un lungo periodo di formazione, così come concepivamo la politica. Da lì nacque il circolo Giorgio La Pira questo sindaco straordinario, laboratorio di democrazia partecipata, sperimentale, creando le condizioni per determinate esperienze come il coordinamento dei comitati di quartiere. Poi nacque Intesa civica solidale, con Ics arriviamo a oggi aggregando forze meravigliose della città, il Polo Civico, che rappresenta questi quattordici anni di modello politico nuovo. Sappiamo bene che da soli non si va da nessuna parte, allora abbiamo lanciato il Forum civico, per condividere impegno comune su obiettivi comuni, chiedendo di appoggiare il metodo partecipativo, con impegno a rinnovare la classe dirigente. Alcuni partiti hanno risposto, e ci siamo vincolati a vicenda, condividendo percorso e metodo. Quindi è un modello in cui i cittadini chiedono ai partiti di rappresentare il rinnovamento. La società civile che ha la forza di chiedere che venga cambiato il metodo, chiedendo al cittadino di partecipare. Di questo sono garante io che non ho debiti con la politica. Facendo in modo che Alleanza per la città lavori per il bene comune, facendo di questa città un modello da esportare”.

DSC_0008Giovanni Magrì

Il Movimento 5 Stelle è maturo a Caltanissetta, non ha più bisogno di un megafono qual è la presenza di Beppe Grillo in campagna elettorale. Ma non crede che, di fronte agli elettori nisseni, il fatto che Beppe Grillo sia andato a Palermo e non a Caltanissetta, unico capoluogo dove si vota per il sindaco, venga visto come un elemento di debolezza o disinteresse?

“Un mese fa sono stato a Milano a parlare con Grillo, abbiamo discusso sull’opportunità o meno che lui venisse a Caltanissetta. E’ Grillo ci ha detto di conoscerci bene, di conoscere il lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo in Regione e a Caltanissetta come Movimento 5 Stelle. Grillo ha detto che dovevamo essere noi a decidere se dovesse scendere a fare la sua performance. Io ho risposto, ‘certo che devi venire!’. Però poi ho pensato di aver capito il messaggio di Grillo. Noi siamo forti, da due anni abbiamo elaborato un progetto e un programma politico che può aiutare Caltanissetta a trovare la via di svolta. Quindi al di là del fatto che avrei voluto qui Grillo e salire sul palco con lui, quello che mi ha detto, ci ha dato ancora più forza e questo non significa che non possa farci una bella sorpresa magari fra qualche giorno. Questo per noi è stato motivo di vanto, il fatto di aver deciso insieme (se avessimo chiesto di venire sarebbe comunque venuto), perchè ci sentiamo pronti, maturi. Se c’era un dubbio, strategicamente avremmo fatto scendere Grillo. Noi siamo invece maturi, convinti che tra qualche giorno le cose cambieranno veramente per Caltanissetta”.

DSC_0009Michele Giarratana

Alcuni, hanno sottolineato la sua candidatura come capolista anche in consiglio comunale. È chiaro che lei parte avvantaggiato.

“Non sono il solo candidato sindaco in lista anche come consigliere comunale. Un movimento come il nostro che nasce nel 2006 e prende concretezza negli ultimi 4 anni, da quando siamo usciti dal PDL, ha bisogno di una struttura e di consenso. Eravamo partiti pensando di essere protagonisti con la lista Caltanissetta Protagonista, ma da quel 1° dicembre2013, quando riempimmo il teatro e il consenso e amore di tanta gente fecero si che il progetto decollasse, al punto che non potevamo fare una sola lista, ma tre, era necessario che il mio nome potesse essere accostato ad una lista , che come stabilito è Giarratana Sindaco. Figuriamoci se io sia interessato ad acquisire il ruolo di consigliere comunale, anzi ritengo che sia una ‘diminutio’ che non rende giustizia a quello che portiamo avanti, il nostro è un progetto serio, fortissimo con gente che ci mette passione e anima, senza l’aiuto di nessuno, contro tutto e tutti. Noi uomini liberi, in senso opposto a quello che i partiti hanno deciso di fare, non mettendoci la faccia oppure correndo all’ultimo minuto. Noi abbiamo una missione oltre la mia presenza in consiglio comunale, per la quale tra l’altro non c’è stata alcuna lamentela, anzi. Noi vogliamo raggiungere quel risultato che vogliamo al di là dei partiti, come uomini liberi innamorati di questa città”.

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Al dibattito è stato invitato anche il candidato sindaco Gioacchino Lo Verme, che ha deciso di non partecipare a confronti tra candidati in radio.

Conny Fasciana, dopo i primi due giri di domande ha attaccato frontalmente gli altri candidati, abbandonando polemicamente il teatro.

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