Piddu Madonia oggi boss nonostante carcere duro. L'Antimafia vuol capire come

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“Abbiamo iniziato un lavoro sul 41 Bis, faremo un giro per le carceri e diremo la nostra sul 41 bis e il carcere duro, di come viene applicato e come. Siamo in una provincia dove un signore al 41 bis da anni è dato ancora come dominus della situazione, ed è al carcere duro da tanti anni, parlo del boss Madonia”. Lo ha detto a Caltanissetta la Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi annunciando che intende approfondire con un’inchiesta tutti gli aspetti opachi dell’applicazione del 41 bis. Commissione antimafiaLa Bindi non lo dice chiaramente ma lascia intendere altrettanto chiaramente che qualcosa nell’applicazione del carcere duro per i boss mafiosi più pericolosi non deve aver funzionato se ancora oggi Giuseppe Madonia, inteso Piddu, è il perno di Cosa Nostra in provincia di Caltanissetta.
La Bindi è poi tornata sull’Agenzia per i Beni confiscati, illustrando alcuni contenuti del progetto di legge della Commissione per la riforma del codice antimafia, la gestione dei  beni confiscati e dell’Agenzia.
“I soggetti economici e sociali potenziali gestori dei beni confiscati, accanto alle Istituzioni e Comuni, devono essere coinvolti nell’Agenzia, ma prevediamo un organo di indirizzo perchè riteniamo che siano in conflitto d’interesse, se fanno parte del consiglio d’amministrazione, coloro che devono decidere dell’assegnazione e se uno ne fa parte non può essere anche il destinatario di chi li assegna. Avevamo chiesto il commissariamento dell’agenzia”.
“Avrei fatto lo stesso ragionamento – chiarisce la Bindi – se ci avessero messo un rappresentante di Libera. E’ invece diverso se Confindustria, Libera, Anci, Abi fanno parte di un consiglio d’indirizzo che faccia le linee guida su come si gestiscono i beni”.
“Prevediamo un’altra organizzazione dell’Agenzia”, ha concluso la presidente Bindi del Partito Democratico.

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