Piazza Tripisciano, il blocco dei lavori non voluto dalla Soprintendenza. L’arch. Daniela Vullo: “noi l’abbiamo appreso dalla stampa”.

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Dopo tutto quello che è stato detto e scritto sulla ormai arcinota vicenda dell’aiuola di piazza Tripisciano che l’avv. Alfonso Gucciardo avrebbe voluto regalare alla città impacchettata con un fiocco rosso natalizio, abbiamo voluto sentire l’altra campana e cioè la Soprintendenza ai BB.CC.AA. alla quale è stato attribuito  il provvedimento di sospensione dei lavori iniziati il 18 novembre scorso e sospesi il 19.

L'aiuola di Piazza Tripisciano
L’aiuola di Piazza Tripisciano

Infatti, l’avv. Gucciardo, più di una volta, ci ha riferito di una telefonata da parte del dott. Petrotto del Servizio Parchi e Giardini, con la quale è stato invitato a sospendere i lavori e a provvedere alla “rimessa in pristino” dei luoghi in quanto così voluto dalla Soprintendenza.

La Soprintendenza, invece, nella persona dell’arch. Daniela Vullo, sostiene di non avere mai emesso un provvedimento in tal senso e di avere appreso dalla stampa la notizia della sospensione dei lavori.

In pratica, il Comune, con nota prot .69534 del 6/10/2015, inviata per conoscenza ma mai pervenuta anche all’avv. Gucciardo, comunica alla Soprintendenza che il professionista nisseno aveva presentato istanza per il rifacimento dell’aiuola di piazza Tripisciano,  allegando alla predetta nota il fotomontaggio da cui si poteva arguire facilmente la tipologia dei lavori da eseguire.  “A tale istanza – scrive testualmente il Comune – veniva allegato unicamente un render fotografico (fotomontaggio, ndr) per rappresentare l’idea progettuale. Considerato che la piazza Tripisciano si trova all’interno del centro storico cittadino, si chiede a codesta Soprintendenza il rilascio di parere circa la possibilità di accogliere l’iniziativa proposta ed autorizzare i lavori di sistemazione dell’aiuola. Si allega, per la valutazione, il render di cui sopra”.

Rendering fotografico dell'aiuola
Rendering fotografico dell’aiuola, presentato al Comune

Il montaggio fotografico che ormai tutti conoscono, riportava dei cordoli apparentemente in muratura, da collocare attorno alle piante. Questo particolare, assieme all’espressione “allegato unicamente un render fotografico” induce la Soprintendenza a pensare che da un lato il Comune ritenesse insufficiente la  documentazione prodotta (unicamente) e, dall’altro lato che, potendo i cordoli configurarsi come opere murarie, fosse necessario un progetto.

Allora la Soprintendenza, con nota n. 9367/6 del 2/11/2015, indirizzata al Sindaco Giovanni Ruvolo e per conoscenza all’avv. Gucciardo (anche questa volta, sostiene Gucciardo,  la lettera non è pervenuta) manifesta la disponibilità “ a un favorevole accoglimento dell’iniziativa proposta da realizzarsi come da render fotografico. Si precisa, tuttavia che, in caso di realizzazione dell’intervento, dovrà essere trasmesso il relativo progetto per la definitiva autorizzazione”.

Intervista all’arch. Daniela Vullo – Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali

l'arch. Daniela Vullo, resp. Sezione beni architettonici
l’arch. Daniela Vullo, resp. Sezione beni architettonici

“Il termine progetto può essere inteso in vari modi – ci dice l’arch. Vullo – ed è chiaro che non pretendevamo un progetto esecutivo o chissà che cosa, ma bastava una semplice planimetria con la descrizione dei lavori da eseguire perché dalla foto non si capisce se si tratti di lavori edili, di pavimentazione, di piantumazione perché non c’è nessuna descrizione. Bastava un semplice disegnino da parte del Comune e avremmo accolto l’iniziativa favorevolmente, come abbiamo fatto in altri casi”.

Banca del Nisseno foto radio cl1
Palazzo Banca del Nisseno – Sede della Soprintendenza

In conclusione, come spesso avviene, ci sono diverse concause: un render fotografico senza alcuna descrizione,  un’istanza da parte del Comune scritta in “asettico burocratese”, la mancata ricezione da parte dell’avv. Gucciardo, delle lettere inviategli per conoscenza, un assessore che fa rilevare la mancata “comunicazione di inizio lavori” ma, soprattutto, è verosimile che l’autorizzazione verbale lasciata intendere dal dott. Petrotto, alla presenza del prof. Galletta dell’Istituto Agrario, sia andata oltre le facoltà del funzionario il quale, successivamente, resosi conto di aver fatto qualcosa che  oltrepassava i suoi poteri (questa è solo un’ipotesi)  oppure dietro input dell’Assessore Falci (questa è un’altra ipotesi),  ha invitato l’avv. Gucciardo a sospendere i lavori e alla rimessa  in pristino dei luoghi. D’altra parte, l’assessore Falci, nel corso del suo intervento nell’intervista di Radio CL1 all’avv. Gucciardo, ha ammesso che la sospensione è partita dall’Ufficio Tecnico. Non si capisce, però, perchè sia stato detto all’avv. Gucciardo che la sospensione era voluta dalla Soprintendenza.

A questo punto, ci rimane la consapevolezza che a farla da padrone è sempre la burocrazia e che  la città ha subìto due danni. Il primo, materiale, in quanto dovrà tenersi l’aiuola così come si trova. Il secondo, molto più importante, sul piano del significato negativo  che i cittadini e i giovani dell’Istituto Agrario hanno recepito. Ora sarà difficile che l’avv. Gucciardo, che si è detto nauseato  e che ha già annunciato di volere rinunciare al progetto,  ritorni sui suoi passi. Sarà come cercare di rimettere il dentifricio dentro il tubetto.

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