Piano sanitario a rischio bocciatura, Digiacomo al Salus: “notizie sballate, sono obiezioni di un burocrate”

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“Obiezioni di un burocrate ministeriale su 250 posti letto in Sicilia che riguardano i piccoli ospedali, in un’Isola che ne gestisce a migliaia”. Così il presidente della commissione sanità dell’Ars, Pippo Digiacomo , derubrica il documento ministeriale che bocciava alcuni punti del piano di riordino dei posti letto in Sicilia varato a gennaio dall’assessore alla salute, Lucia Borsellino.

IMG_1630“Quello attuale non è tra i momenti più facili, ma bisogna rimarcare gli aspetti positivi che emergono”, dice Digiacomo sulla sanità siciliana, a Caltanissetta per il Salus Festival.

“Il taglio degli sprechi, la lotta alla corruzione e al malaffare in sanità. Non bisogna dimenticare che per molti questo è stato l’affare da 110 miliardi di euro l’anno, 9 di questi in Sicilia, il 54% del bilancio regionale. Quindi nei tempi di magra si cerca di ottimizzare e mi pare che ci siano stati segnali importanti dalla Sicilia. Abbiamo superato il piano di rientro, siamo al terzo esercizio in attivo. Secondo Agenas il livello di servizi è migliore. Certo c’è tanto da fare, ma la guerra per una buona sanità non sarà mai definitiva, ci saranno sempre tappe di avvicinamento e noi siamo sulla buona strada”.

Digiacomo quindi conferma: “da qui a sei mesi procederemo al concorso per oltre 5 mila posti solo in sanità, la buona sanità si fa anche con risorse umane”.

Il deputato regionale del PD e presidente della commissione sanità dice di non essere per nulla preoccupato delle notizie di bocciatura del piano dei posti letto che a cascata impedirebbe i concorsi per stabilizzazioni e nuove assunzioni. Tra i rilievi posti dal governo nazionale c’è la mancata chiusura dei piccoli ospedali, tra cui quello di Mazzarino in provincia di Caltanissetta.

“Non somministriamo notizie sballate”, afferma. “Da parte di qualche burocrate ministeriale è stata fatta un’obiezione rispetto ai piccoli ospedali, su 250 posti letto. Noi ne gestiamo decine di migliaia. L’obiezione è l’esistenza di queste strutture come ospedali e non come case della salute o ospedali di comunità e sono convinto che è una battaglia che vinceremo”.

“Stiamo parlando – conclude – del 5% del montante complessivo della spesa sanitaria e dei posti letto per acuti, quindi andiamo avanti e questa notizia non mi preoccupa proprio per nulla”.

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