Pianeta carcere: 114 risarcimenti per sovraffollamento nel distretto nisseno

398

Il sovraffollamento nelle carceri è un fenomeno strutturale in Italia e gli istituti di pena del distretto nisseno non ne sono esenti anche se il fenomeno non è uniforme. Su 188 istanze presentate al giudice per chiedere rimedi risarcitori ne sono state accolte 114 mentre 36 sono ancora pendenti. Le richieste sono basate sulla norma introdotta nel 2014 nell’ordinamento che prevede rimedi risarcitori per i detenuti che abbiano subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. L’articolo fa riferimento a pene inumane e degradanti e nel caso italiano va declinato con la parola sovraffollamento. Poco meno della metà delle persone ristrette nelle carceri del distretto, circa il 40 percento, si trova detenuta in custodia cautelare.

Sono diversi i casi di autolesionismo verificatisi nell’ultimo anno mentre è molto più contenuto il dato dei tentativi di suicidio da parte di detenuti. Nella casa circondariale di Caltanissetta su una capienza di 178 si registra la presenza di 221 detenuti di cui 120 in custodia cautelare con un sovraffollamento di 43 unità. “Non si sono registrati casi di suicidio, anche alla luce degli interventi interni, posti in attuazione del “Protocollo prevenzione rischio suicidario” siglato con l’ASP in data 24.01.2018”, si legge nella relazione sullo stato della Giustizia nel distretto di Caltanissetta. Al carcere Malaspina si sono però verificati 15 casi di autolesionismo.

A Enna il sovraffollamento è più limitato con 182 detenuti presenti su una capienza di 171. Nel carcere ennese nessun caso di suicidio, 23 scioperi della fame e 16 casi di autolesionismo. Nel carcere di Piazza Armerina si registra una presenza media di 50 detenuti dei quali 30 con problemi di alcol dipendenza o tossicodipendenza. A Gela una presenza media di 50 detenuti che in alcune fasi arriva a 61. La capienza è di 48 ma la capienza tollerabile arriva fino a 96. A Gela si è registrato un tentato suicidio scongiurato dal tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria e un caso di autolesionismo. La casa di reclusione di San Cataldo riservata ai detenuti del circuito di media sicurezza ospita 134 persone ristrette, un numero complessivamente pari alla capienza stabilita. Nessun caso di suicidio, due gli atti di autolesionismo.

Gli istituti di pena del distretto nisseno non sono dotati di sezioni femminili ma esclusivamente di sezioni maschili suddivise nei vari circuiti di sicurezza (media e alta sicurezza, protetti).

“Relativamente alla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – si legge nella relazione – gli istituti penitenziari del distretto hanno dovuto rivisitare i modelli organizzativi interni in ottemperanza alle indicazioni dei vari D.P.C.M. connessi al contenimento delle forme di contagio, attraverso procedure di pre-triage per l’ingresso. Sia i detenuti che il personale in servizio sono stati sottoposti a screening sanitario a mezzo tampone naso faringeo e test sierologici. Presso gli istituti penitenziari si è inoltre provveduto alla riorganizzazione dei colloqui tramite videochiamata. In tutti gli istituti penitenziari del distretto sono stati sperimentati percorsi virtuosi finalizzati a favorire e soprattutto a rendere possibile il reinserimento del detenuto nel circuito lavorativo a pena espiata. Solo a titolo esemplificativo si segnala che presso la Casa Circondariale di Caltanissetta sono stati attivati un corso di marketing e finanza, un laboratorio autobiografico, un corso di informatica di base, il corso di chitarra (progetto musica dentro), il progetto genitorialità sui padri detenuti, il corso di alfabetizzazione per adulti per la scuola media”.

“Una carcerazione anaffettiva è dannosa per la società – scrive la presidente della Corte d’Appello Maria Grazia Vagliasindi -. Se in carcere non circola la cultura dell’umanizzazione della pena – come ricorda Mons. Vincenzo Paglia – la società sbaglia e la giustizia si ritrae”.

Anche in questo ambito l’emergenza covid ha colpito. Negli istituti sono state praticamente sospese tutte le attività trattamentali tranne le attività didattiche.

Commenta su Facebook