Pian del Lago, replica della San Filippo Neri agli operatori: “Smentiamo con forza quanto affermato”

669

La Cooperativa San Filippo Neri, in rappresentanza dell’ATI che gestisce il Centro accoglienza richiedenti Asilo di Pian del Lago, smentisce con forza quanto affermato nella nota a firma di un gruppo di operatori socio assistenziali, pubblicata dal sito di informazione SeguoNews e ribadisce di aver ottemperato all’accordo firmato in Prefettura con i sindacati. Il fatto che i firmatari della nota scrivano, invece, che nessun accordo è stato raggiunto il 29 agosto, non solo è facilmente smentibile dagli atti, che sono pubblici, ma dà la misura dell’assurdità delle loro accuse.

Inoltre ci preme ricordare che la cooperativa San Filippo Neri, anche impegnando fondi propri, ha mantenuto i livelli occupazionali e ogni operatore di Pian del Lago è inquadrato nella giusta mansione e assunto con i contratti nazionali di categoria. Anche questo è un dato inoppugnabile, che può essere dimostrato in ogni momento e in ogni sede, così come la regolarità dei pagamenti e la trasparenza nella gestione del personale.

Ci preme anche sottolineare che gli estensori della nota rovesciano la realtà quando affermano che, per colpa dell’Ente gestore del centro di Pian Del Lago, non sono stati attuati i trasferimenti di personale concordati in Prefettura: la verità è che i sindacati in Prefettura si erano impegnati a fornire l’elenco di sei operatori, i quali, su base volontaria, sarebbero stati trasferiti in altri impianti, ma nessuno si è candidato per il trasferimento. Nonostante questo la cooperativa si è adoperata per risolvere il problema degli esuberi che, ricordiamo, non è stato creato dalla cooperativa. E questo senza licenziare nessuno.

Per questo l’accusa più grave che offende le cooperative che gestiscono il centro è l’accusa di mobbing che gli estensori della nota fanno intravedere, scrivendo che sono oggetto di “richiami disciplinari solo perché rivendicano i loro diritti”. Questo, che viene anche riportato nel titolo dell’articolo, non solo è palesemente falso, ma è un’accusa diffamatoria della quale risponderanno nelle sedi competenti.

 

Commenta su Facebook