Pian del Lago 2. Tra integrazione, degrado e abbandono delle istituzioni. Reportage e foto.

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Pian del Lago 2 accampamento skateUna scena a metà tra integrazione e degrado è quella che si presenta agli occhi di chi va a fare un giro presso gli impianti sportivi di pian del Lago 2. Come anticipato da Radio CL1, è stata avviata una procedura di sgombero degli immigrati, in parte richiedenti asilo, in larga parte in attesa del riconoscimento dello status di profughi e in minima parte anche clandestini, che vivono accampati nell’impianto Michelangelo Cannavò. Il degrado consiste nella convivenza forzata di decine di immigrati in strutture non adeguate e prive di servizi igienici. Grandi teloni per coprire il porticato di uno degli edifici, lo spogliatoio della struttura, e affrontare la notte, proprio accanto allo skate park sfregiato da piromani oltre un anno fa e rimasto tal quale. Fuochi sparsi ovunque per riscaldarsi.

A fronte del degrado, però, c’è l’integrazione spontanea tra italiani e stranieri, che sembra funzionare senza troppi intoppi. I campetti di pallavolo sono occupati da un gruppo di studenti italiani che fronteggiano una squadra improvvisata di afgani e pakistani. Altri pakistani, nello slargo antistante il campo da basket, praticano il loro sport nazionale, il cricket.

Un gruppetto di nigeriani pratica il jogging, fianco a fianco con ragazze italiane per nulla impensierite o spaventate della presenza extracomunitaria. Nelle ore sterpaglie Pian del Lago 2mattutine e di notte, lontano da occhi indiscreti, fa capolino qualche prostituta. A fare da contorno a questa varia umanità che si integra suo malgrado, c’è lo stato di totale abbandono della struttura. Innanzitutto le erbacce e il verde pubblico sono completamente non curati ed hanno raggiunto l’altezza di due metri, peraltro a rischio incendio. Quelle che un tempo erano le aiuole sono ormai delle discariche di ogni tipo di rifiuti.

Addirittura c’è un afgano, in abiti tradizionali, che armato di zappa e buona volontà, si improvvisa giardiniere e sostituendosi al comune, ripulisce l’area verde dalle erbacce di fronte al Pala Cannizzaro. All’interno del palazzetto ci sono gli allenamenti di basket. All’esterno un gruppo di africani accende un fuoco per la cena all’aperto. Alla luce di quanto abbiamo visto, appare problematica la soluzione dello sgombero forzato. Almeno un centinaio di migranti si appoggiano all’ unica struttura che suo malgrado li ospita, ovvero l’impianto sportivo. Dormono all’addiaccio, ma almeno un portico ce l’hanno. In caso di sgombero il problema si riproporrà con maggiore intensità in prossimità di ville private, come già del resto accade con grande allarme dei residenti e qualche episodio predatorio più o meno grave.

E’ di oggi, infine, la notizia che la Germania accusa l’Italia di pagare 500 euro gli immigrati per farli partire alla volta della nazione tedesca. E’ una semplificazione di una notizia passata inosservata due mesi fa e che al contrario doveva servire ad attivare le istituzioni locali, regionali e nazionali. Con la fine dell’emergenza nord Africa, dopo le rivoluzioni, lo Stato italiano no ha dato più copertura agli immigrati che avevano permesso di soggiorno provvisorio (in genere un anno). Molti di questi arrivarono a Caltanissetta e a Caltanissetta sono dovuti tornare in queste settimane per ricevere il foglio di via e il contributo di 500 euro per tornare a casa. In teoria, perchè a giudicare dalle presenze di immigrati senza fissa dimora, molti di loro sono rimasti in città. Molti altri, appunto, hanno scelto altre nazioni tra cui la Germania.

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