Petitto presenta esposto: “Opacità nelle vaccinazioni”. L’Asp replica: “I controlli sono serrati”

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Mentre sono state superate le seimila dosi di vaccino somministrate in provincia di Caltanissetta, la consigliera comunale Annalisa Petitto rende noto di aver presentato un esposto alla Digos della questura nissena in merito a presunti casi di vaccinazione di soggetti che non apparterrebbero alla filiera sanitaria. Un’accusa che l’Asp di Caltanissetta non ritiene plausibile: “L’attività di controllo è serrata”, dicono dalla direzione generale.

L’esposto nasce da “un presunto scandalo – afferma Petitto in una nota – che mi è stato segnalato in modo assai circostanziato nei giorni scorsi, ed inerente asseriti favoritismi e modalità opache con cui sono state somministrate le prime dosi vaccinali anti Covid da parte dell’ASP di Caltanissetta. Da quanto mi è stato segnalato, infatti, sembrerebbe che ad essere stato vaccinato non sia soltanto il personale medico e socio sanitario in “prima linea”, unica categoria che ne ha diritto nella prima fase, bensì anche soggetti estranei a tale categoria sanitaria e persino soggetti che un bel nulla hanno a che vedere con il settore della sanità, per essere chiari ‘gli amici degli amici’”.

Contattato da Radio CL1 il direttore generale dell’Asp2 di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, dice: “Se la consigliera Petitto ha fatto un esposto di natura puntuale segnalando nomi e cognomi e gli organi di polizia vogliono fare accertamenti siamo pronti a dare le risposte puntuali. Se, diversamente, ha fatto un esposto generico a seguito della richiesta degli organi di polizia siamo disponibili a fornire tutti gli elenchi dei vaccinati. Ciò che è certo è che stiamo seguendo in modo preciso e puntuale le direttive che ci ha dato l’assessorato”.

L’assessorato regionale alla Salute sulla base delle linee guida del Governo ha concordato nella “Fase 1” la somministrazione di 141 mila unità di vaccini in Sicilia tra personale sanitario e personale che opera in ambito ospedaliero; ospiti e operatori delle RSA, operatori del 118, medici di base e pediatri; collaboratori degli studi medici, operatori dell’emergenza territoriale e studenti specializzandi. La logica perseguita è quella di creare ospedali covid free e quindi vaccinare tutti gli operatori che a vario titolo forniscono servizi negli ospedali. Un esempio sono i dipendenti delle imprese che svolgono il servizio di pulizia.

“Se l’autorità giudiziaria, che ho doverosamente informato, dovesse accertare tali gravissime violazioni – afferma dal canto suo Petitto – vorrebbe dire che le disposizioni impartite con il Piano vaccinale ministeriale sarebbero state totalmente disattese dall’ASP di Caltanissetta a danno di tutte quelle categorie di persone che sono più a rischio di contagio. La collettività nissena, ancora una volta, sarebbe vittima di una gestione sanitaria che, allo stato, mi limito soltanto a definire non all’altezza dell’emergenza pandemica in atto”.

Il manager dell’Asp sul punto afferma che sono state impartite le disposizioni a tutto il personale che si occupa di vaccinazione. “Noi le regole le abbiamo date al responsabile delle vaccinazione e a tutti i medici. I soggetti aventi diritto li abbiamo vaccinati, quelli che non vi rientrano non li abbiamo vaccinati”. Diverse persone – ci racconta – sono state mandate indietro. Al momento la campagna vaccinale è centralizzata in ospedale perché il vaccino Pfizer richiede una catena del freddo che viene garantita in modo completo al S.Elia. Quando la campagna si estenderà con l’arrivo dei vaccini di altre case farmaceutiche che non richiedono le stesse temperature di conservazione, i punti vaccinazione saranno estesi sul territorio. “Al momento l’attività è concentrata in ospedale e l’attività di controllo è serrata”, conclude Caltagirone.

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