Persi 40mila euro del PAES. Senza Piano per l'energia sostenibile comune tagliato fuori da fondi europei

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Si chiama Paes, piano di azione per l’energia sostenibile ed è il documento senza il quale il comune di Caltanissetta, così come tutti i comuni d’Europa, non può accedere ai fondi PAC, piano di azione e coesione e soprattutto ai fondi della nuova programmazione comunitaria Po-Fesr 2014-2020.
Normalmente l’adozione di un documento che costituisce “condizione ex ante” per accedere ai fondi europei fino al 2020, dovrebbe rappresentare una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione, tanto più per quelle che si sono dotate, come Caltanissetta, di un ufficio Europa che senza fondi europei non avrebbe motivo di esistere.
Ebbene il Comune di Caltanissetta ad oggi non ha neanche avviato la redazione del Piano per l’energia sostenibile, sforando tutte le scadenze fissate dalla Regione Siciliana che aveva indicato prima il termine del 30 settembre 2014, poi prorogato a fine gennaio 2015, rinunciando ai fondi concessi per la programmazione.
Passato tale termine infatti il Comune di Caltanissetta ha perso le somme a fondo perduto per la progettazione del Paes. 40 mila euro per dotarsi di uno strumento necessario e indispensabile ad accedere a finanziamenti ben più consistenti. Soldi che il Comune dovrà comunque sborsare. Perchè il Piano di azione per l’energia sostenibile va obbligatoriamente redatto e trasmesso. La differenza è che ora i soldi si dovranno prendere dalle già magre casse comunali.
Per di più si è dato un messaggio di noncuranza sul tema delle energie sostenibili e del risparmio energetico.
Il consiglio comunale già nel 2012 deliberò l’adesione al Patto dei Sindaci, dando indirizzo di provvedere ai successivi atti, tra cui il Paes. A gennaio 2015 l’amministrazione non ha ancora siglato il contratto con la società che si è aggiudicata la progettazione a seguito di avviso pubblico per manifestazioni di interesse emanato dal’Ufficio tecnico comunale.
Potrebbe sembrare complesso, ma in realtà è molto semplice.
A luglio 2014 il dipartimento Energia dell’assessorato “Energia e servizi di pubblica utilità”, reitera una nota ai comuni invitandoli ad aderire al Patto dei sindaci e a provvedere entro la scadenza indicata (allora era settembre 2014) a trasmettere il PAES, ricordando che rappresenta un documento senza il quale non si potranno neanche chiedere i fondi europei fino al 2020.
Il Comune di Caltanissetta, che aveva aderito al Patto dei Sindaci, era in una botte di ferro. Già a giugno 2014 tramite l’ufficio tecnico aveva affidato la progettazione del PAES alla società “AzzeroC02 Srl”, specializzata in piani e progetti sulle energie sostenibili.
Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e gli esperti di “Azzero C02” non hanno mai iniziato a lavorare al Paes, perché gli uffici comunali in nove mesi non hanno provveduto a stipulare il contratto conseguente all’aggiudicazione, rimasto così in sospeso.
La società, ovviamente, vanta un diritto e il PAES prima o poi lo dovrà fare. Ma adesso i fondi per pagare la progettazione, a meno di ulteriori proroghe ad oggi solo ventilate, dovrà metterli il Comune, e speriamo che lo faccia in fretta. Il danno più rilevante è  rappresentato dal ritardo accumulato in tema di programmazione dei fondi europei. Se il Comune non ha il Piano di azione, significa che non ha le idee chiare neanche su tutto il resto, sebbene ci troviamo nel 2015, secondo anno di programmazione comunitaria.
Ci si chiede come sia possibile che un iter già definito ed una gara aggiudicata non producano effetti facendo perdere somme a fondo perduto. Tocca al Comune l’onere di una spiegazione.

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